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Ferrari: gli interni Luce, i richiami al passato e le Rosse che hanno lasciato il segno

F.P.
Pubblicato il 12 febbraio 2026, 07:44 (Aggiornato il 12 febbraio 2026, 08:46)
Se c’è un elemento che sta facendo discutere quasi più dell’essere elettrica della Ferrari Luce, quello è il design degli interni. Inutile farne una questione di gusti, perché personalissimi (e come tali possono anche essere discutibilissimi); di certo sono diversi da qualsiasi altra Ferrari abbiamo accolto negli ultimi 30 anni, con le Ferrari 360 Modena e 456 GTA che, idealmente, hanno tagliato i ponti con le scelte estetiche, geometrie e architetture in voga per tutti gli anni Ottanta e primi Novanta.
I materiali espressi su Luce sono di altissimo livello, la lavorazione in alluminio dal pieno, mediante processo di fresatura, propone forme del volante che richiamano gli anni Settanta e antecedenti. Le tre razze sono un riportare all mente, tra i tanti modelli, la Ferrari 365 GTB4 Daytona (in foto) dei primi Settanta, modello che, dettaglio non trascurabile, nella strumentazione alloggiava gli elementi analogici in un pannello d’alluminio. Corsi e ricorsi storici.
Luce reinterpreta certi stilemi retro’ ed è facile interpretare l’impostazione del Binnacle e dell’infotainment sulle geometrie squadrate che Ferrari Testarossa e Ferrari 355 hanno prodotto tra gli anni Ottanta e la fine dei Novanta.
Quel che forse manca agli interni dell'elettrica è un’integrazione dei singoli elementi in una visione complessiva della plancia. E' a dir poco minimalista e quasi volutamente posta in secondo piano rispetto ai punti focali del Binnacle in alluminio e vetro - solidale con il volante - e dell’infotainment con un form factor non dissimile da molti prodotti Apple. La firma di Ive è evidente.
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