L'elettrico manda in crisi Aston Martin: spazio alle ibride per risanare i bilanci

Rinvio al progetto elettrico e 600 licenziamenti: il momento della Casa britannica è davvero preoccupante. La crisi in Cina e i dazi Usa non aiutano
L'elettrico manda in crisi Aston Martin: spazio alle ibride per risanare i bilanci

Francesco ForniFrancesco Forni

Pubblicato il 4 marzo 2026, 10:59

Aston Martin non fa eccezione: la transizione energetica continua a far perdere troppo ai Marchi di auto di lusso ad alte prestazioni. La Casa di Gaydon sta affrontando una riorganizzazione radicale, con il taglio del 20% del personale per ridurre i costi fissi.

Il licenziamento di 600 dipendenti è la risposta necessaria di fronte alla contrazione delle consegne, scese a 5.448 unità nel 2025. La perdita operativa ha toccato quota 260 milioni di sterline, mentre il debito netto ha superato la soglia di 1,3 miliardi di sterline.

Una situazione finanziaria che ha imposto la sospensione dei modelli elettrici puri: da ora in avanti le risorse si concentreranno sui motori termici.

Stop alle batterie e ritorno al classico

La Casa ha ridotto gli investimenti quinquennali da 2 a 1,7 miliardi di sterline, privilegiando le soluzioni ibride con margini elevati. Il rallentamento della richiesta in Cina, unito alle barriere commerciali degli Stati Uniti, sta minando la stabilità economica del Marchio, costretto a trovare un punto di svolta in tempi brevi. 

I dazi americani hanno contribuito a far calare l'appetibilità delle sportive britanniche, con il fatturato calato del 21% rispetto alla precedente annata di esercizio.

Valhalla e supercar ibride come ancora di salvezza

Le speranze di ripresa risiedono nella Valhalla, supercar a propulsione ibrida prevista in una serie limitata di 500 esemplari. La sua produzione garantisce una boccata di ossigeno alle casse societarie, anche perché il suo prezzo di vendita supera il milione di euro.

Il Marchio sta trattando per cedere i diritti del nome alla squadra di Formula 1, operazione che gli permetterebbe di incassare 50 milioni di sterline. L'obiettivo finale è il raggiungimento del pareggio finanziario entro il 2026 tramite l'ottimizzazione della struttura del personale globale.

La redditività passa anche attraverso la riduzione delle spese per 40 milioni di sterline l'anno e un nuovo piano di risparmio. Il bagno di sangue basterà per risanare la drammatica situazione?

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