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Dazi auto Canada: possibile esenzione per Stellantis
Il governo di Ottawa consente a un costruttore di importare più veicoli dagli Stati Uniti senza tariffe. Diversi indizi portano al gruppo Stellantis.

Luca Talotta
Pubblicato il 11 marzo 2026, 15:52
Il governo canadese ha deciso di concedere a un costruttore automobilistico la possibilità di importare un numero maggiore di veicoli assemblati negli Stati Uniti senza pagare dazi doganali. Una misura che arriva nel pieno della tensione commerciale tra Canada e Stati Uniti e che, secondo diverse fonti del settore, potrebbe favorire Stellantis.
L’ordine governativo è datato 26 febbraio ma è stato reso pubblico solo nei giorni scorsi. Il documento non indica esplicitamente il nome della casa automobilistica coinvolta né il volume di veicoli interessato dall’esenzione. Ottawa ha spiegato che la scelta di non divulgare il nome del costruttore è stata presa per tutelare informazioni commerciali considerate sensibili.
La strategia canadese sui dazi auto
La decisione si inserisce nel contesto della guerra commerciale sulle auto tra Canada e Stati Uniti. Ottawa ha infatti introdotto un dazio del 25% sulle vetture prodotte negli USA, una misura adottata come risposta alla tariffa analoga imposta dall’amministrazione di Donald Trump sulle auto importate.
Per limitare l’impatto sul mercato automobilistico e sulle filiere produttive nordamericane, il Canada ha previsto un sistema di esenzioni. In pratica, i costruttori che mantengono una presenza industriale significativa nel Paese possono importare una parte dei veicoli dai propri stabilimenti statunitensi senza pagare la tariffa.
Questo meccanismo punta a proteggere l’industria locale senza interrompere le catene di fornitura integrate tra i due Paesi, una caratteristica storica del settore automotive nordamericano.
La quota senza dazi aumenta con la produzione locale
Il provvedimento prevede che la quota di veicoli importabili senza tariffe venga aumentata per il costruttore che ha registrato una produzione domestica superiore alle previsioni.
Secondo quanto riportato nel documento governativo, l’incremento resterà valido a condizione che l’azienda mantenga gli attuali livelli produttivi nei dodici mesi che si concludono l’8 aprile.
L’obiettivo dichiarato dal governo canadese è duplice: da un lato evitare carenze di veicoli sul mercato interno e possibili aumenti dei prezzi, dall’altro premiare le aziende che continuano a investire negli stabilimenti locali.
Gli indizi che portano a Stellantis
Sebbene il provvedimento non indichi il beneficiario, diversi osservatori del settore ritengono che la misura possa riguardare Stellantis.
Il gruppo guidato da Antonio Filosa ha infatti recentemente aumentato la produzione di minivan nello stabilimento di Windsor, in Ontario, introducendo anche un terzo turno di lavoro a partire da febbraio. Un segnale che potrebbe aver convinto Ottawa ad ampliare la quota di veicoli importabili senza dazi.
Da parte dell’azienda non sono arrivati commenti ufficiali sull’indiscrezione, così come non sono state rilasciate dichiarazioni da altri costruttori attivi nel Paese, tra cui General Motors, Ford, Honda e Toyota.
I dati del think tank canadese Trillium Network for Advanced Manufacturing mostrano tuttavia come il panorama produttivo del Canada sia cambiato negli ultimi anni. La quota combinata di Stellantis, GM e Ford nella produzione automobilistica nazionale è scesa al 23% rispetto al 56% di circa dieci anni fa, mentre i marchi giapponesi Honda e Toyota rappresentano oggi circa il 77% della produzione complessiva.
Rapporti complessi tra Ottawa e Stellantis
Il possibile beneficio derivante dall’esenzione sui dazi arriva però in un momento di rapporti tesi tra il governo canadese e Stellantis.
All’inizio di febbraio Ottawa ha annunciato l’intenzione di recuperare centinaia di milioni di dollari di fondi pubblici concessi in passato al gruppo, dopo che alcune attività produttive sono state ridotte nel Paese.
La ministra dell’Industria Mélanie Joly ha spiegato che parte degli aiuti statali era legata al mantenimento della produzione negli stabilimenti locali. La decisione di spostare negli Stati Uniti l’assemblaggio del SUV Jeep Compassdallo stabilimento di Brampton, in Ontario, ha quindi aperto un contenzioso tra il governo e il costruttore.
Ottawa ha lasciato intendere di essere pronta anche a valutare azioni legali per recuperare i fondi pubblici, qualora non venissero rispettate le condizioni legate agli incentivi industriali.
La possibile esenzione dai dazi potrebbe quindi rappresentare un tentativo di equilibrio tra la difesa dell’industria nazionale e la necessità di mantenere attrattivo il Paese per i grandi costruttori internazionali, in un momento in cui le catene globali dell’automotive stanno attraversando una fase di forte trasformazione.
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