Bollo auto elettrica regione per regione

Guida chiara alle esenzioni del bollo auto elettrica in Italia: dove non si paga mai, dove vale 8 o 5 anni e cosa cambia dal sesto anno

Bollo auto elettrica regione per regione
© King Meda

Luca TalottaLuca Talotta

Pubblicato il 17 marzo 2026, 07:18

La mappa delle regioni

La fotografia aggiornata, sulla base delle fonti istituzionali disponibili, può essere letta così.

In Lombardia l’esenzione è permanente per le auto elettriche e a idrogeno. Si tratta di una delle politiche fiscali più favorevoli in assoluto e di una scelta coerente con il peso che la Regione ha nella diffusione della mobilità elettrica e delle infrastrutture di ricarica. Anche il Piemonte riconosce l’esenzione permanente “a vita” per i veicoli elettrici. In questi due territori, quindi, il bollo non torna a pesare neppure dopo il quinto anno.  

La Valle d’Aosta segue invece una strada intermedia ma comunque molto vantaggiosa: ai cinque anni previsti dalla disciplina nazionale aggiunge tre anni ulteriori, portando l’esenzione complessiva a otto anni per i veicoli elettrici nuovi immatricolati dal 1° gennaio 2019. Solo dopo questo periodo si passa al pagamento ridotto.  

Per tutte le altre Regioni, il quadro ordinario resta quello del quinquennio di esenzione, seguito dal pagamento del 25% dell’importo previsto per un veicolo a benzina equivalente. Rientrano in questo schema Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto e, salvo deroghe specifiche da verificare nei rispettivi portali istituzionali, anche le Province autonome di Trento e Bolzano.  

Il caso della Campania merita una precisazione in più, perché è proprio qui che nasce una parte della confusione online. La pagina istituzionale ACI dedicata alla Regione Campania aggiornata nel 2026 indica per i veicoli elettrici la regola generale dei 5 anni di esenzione, con successivo pagamento in misura pari a un quarto del bollo ordinario. Tuttavia, la stessa documentazione regionale ricorda che esisteva una misura speciale collegata agli ecoincentivi per il rinnovo del parco automobilistico, applicabile a veicoli immatricolati fino al 31 dicembre 2023 in sostituzione di vetture da Euro 0 a Euro 4 rottamate nello stesso anno: in quel caso l’esenzione arrivava a sette anni per le auto esclusivamente elettriche. Dunque, parlare genericamente di Campania come Regione da 7 o 8 anni senza distinguere i casi rischia di essere fuorviante. La regola corrente da considerare, per chi consulta oggi il quadro ordinario, resta quella dei 5 anni, salvo situazioni maturate con quelle specifiche agevolazioni pregresse.  

Questa distinzione è utile anche per un’altra ragione: dimostra come il tema fiscale dell’auto elettrica non possa essere trattato con formule troppo semplici. L’automotive, soprattutto quando prova a innovare, ha bisogno di un perimetro normativo leggibile. Se le regole cambiano da territorio a territorio, o si sovrappongono bonus temporanei e disciplina ordinaria, il rischio è che il consumatore rinvii la decisione. E per un settore che deve già confrontarsi con prezzi, infrastrutture e trasformazione industriale, l’incertezza è un ostacolo in più.  

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