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Le nuove “furbate” cinesi: fabbriche europee nel mirino

Luca Talotta
Pubblicato il 16 aprile 2026, 14:45
Le indiscrezioni su un possibile accordo tra Nissan e Chery per produrre auto nello stabilimento di Sunderland, nel Regno Unito, aprono uno scenario sempre più concreto: i costruttori cinesi stanno cercando di entrare nel mercato europeo non solo con le vendite, ma direttamente con la produzione.
Un’ipotesi che si inserisce in un contesto più ampio, dove anche Stellantis starebbe valutando collaborazioni con Dongfeng Motor Corporation per sfruttare impianti sottoutilizzati. Il risultato? Una strategia industriale che potrebbe cambiare gli equilibri dell’automotive europeo.
Sunderland e la possibile intesa Nissan–Chery
Secondo quanto riportato dal Financial Times, lo storico stabilimento Nissan di Sunderland lavorerebbe oggi a circa il 50% della sua capacità. Un dato che racconta bene le difficoltà dell’industria europea tra domanda stagnante, costi elevati e transizione elettrica.
In questo contesto, l’eventuale arrivo di Chery rappresenterebbe una soluzione pragmatica: utilizzare linee produttive già esistenti per aumentare i volumi e migliorare l’efficienza industriale. La struttura dell’impianto, con linee separate, renderebbe tecnicamente possibile la coesistenza di più marchi.
Va detto che, al momento, si tratta solo di indiscrezioni e nessuna delle due aziende ha confermato ufficialmente i colloqui. Ma il segnale è chiaro: le fabbriche europee non sono più solo asset nazionali, ma diventano piattaforme globali condivise.
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