I cinesi vogliono anche la politica europea dell'automotive

BYD chiede di entrare nell’associazione dei costruttori europei (ACEA) e apre un nuovo fronte industriale: tra integrazione e strategia globale

I cinesi vogliono anche la politica europea dell'automotive
© BYD ufficio stampa

Luca TalottaLuca Talotta

Pubblicato il 20 aprile 2026, 09:48 (Aggiornato il 20 aprile 2026, 08:04)

L’industria automobilistica europea si trova davanti a un passaggio che potrebbe ridefinire gli equilibri del settore: BYD vuole entrare in ACEA, l’associazione che rappresenta i principali costruttori del continente. Una richiesta che va ben oltre il simbolo e che racconta un cambiamento profondo nella geografia dell’auto globale.

Secondo quanto emerso e comunicato da Bloomberg, il colosso cinese dell’elettrico – ormai tra i leader mondiali del settore – ha presentato domanda per aderire alla ACEA, la lobby che riunisce i grandi gruppi come Volkswagen, Stellantis, Renault e BMW.

Una richiesta che, se accolta, segnerebbe una svolta storica: sarebbe infatti la prima volta che un marchio cinese entra ufficialmente nel cuore decisionale dell’automotive europeo.

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