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Stellantis vende 4 stabilimenti ai cinesi? Che fine farà Cassino?

Pubblicato il 28 aprile 2026, 09:47
Sonon in atto trattative tra il Gruppo Stellantis ed il colosso asiatico Dongfeng per la gestione di quattro siti produttivi europei.
I vertici industriali cercano una via di uscita per gli impianti che generano costi fissi elevati senza volumi di vendita capaci di coprire le spese.
L'operazione allo studio prevede la cessione o la co-gestione degli spazi per consentire ai costruttori della Cina di aggirare i dazi UE.
I manager di Wuhan hanno effettuato sopralluoghi nelle strutture di Rennes e Madrid, osservando le potenzialità degli stabilimenti. Qualcosa bolle in pentola, senza dubbio.
Il piano di coworking produttivo come merce di scambio permetterebbe al Gruppo guidato da Antonio Filosa di ottenere il supporto tecnico necessario per la espansione nel mercato orientale.
Ombre cinesi sopra lo stabilimento laziale
Il polo di Cassino, fino a pochi anni fa fiore all'occhiello tecnologico di FCA e poi di Stellantis figura nella lista nera dei quattro impianti in eccedenza, trasformandosi nel nodo strategico di un riassetto carico di pesanti incognite occupazionali.
I numeri del primo trimestre 2026 evidenziano una difficoltà con la produzione di appena 2.916 vetture con una flessione pari al 37,4%. L'attività delle linee di montaggio è scesa a 16 giorni lavorati in tre mesi portando la fabbrica verso una dimensione quasi officina artigianale.
Lo stabilimento laziale risulta essere il dentro la rete italiana di Stellantis privo di una missione industriale precisa dopo il cambio di rotta sulle auto elettriche.
Cause del declino
Sito un tempo al vertice della ingegneria automobilistica nazionale, Cassino paga anche il prezzo di una gestione che sposta i modelli di massa in Marocco, Polonia e Serbia.
La decisione dei vertici di cancellare i progetti per le Alfa Romeo Giulia e Stelvio solo elettriche ha tolto a breve termine ossigeno alla piattaforma STLA Large, probabilmente in favore di una generazione "migliore" dal punto di vista dinamico ed emozionale, ma a oggi ferma quasi tutto.

Inoltre la domanda europea rimane lontana dai livelli precedenti alla pandemia mentre la pressione dei rivali orientali colpisce i segmenti di fascia media dei Marchi Fiat e Citroen.
Il Governo italiano osserva la situazione valutando la apertura ad investitori stranieri per raggiungere la quota di un milione di automobili costruite ogni anno nel Belpaese.
La supervisione di John Elkann nel frattempo accompagna la ricerca di partner asiatici quali (Xiaomi e Xpeng?) interessati alla produzione diretta nel territorio della Unione Europea.
Come noto il Gruppo italo-francese-americano ha già integrato con successo nel portafoglio il produttore Leapmotor, dimostrando la validità di accordi complessi per la sopravvivenza dei siti di assemblaggio.
La chiusura programmata di Poissy entro il 2028 indica la direzione intrapresa per la riduzione della capacità installata nel continente da parte dei vertici.
La verità definitiva emergerà il 21 maggio durante la presentazione del nuovo piano industriale di Stellantis, l'Investor Day ad Auburn Hills (Michigan), che svelerà il destino degli stabilimenti della nazione.
I sindacati chiedono un confronto preventivo prima del Investor Day per evitare la dismissione progressiva della filiera automobilistica situata lungo la via Casilina. Cassino è sotto pressione.
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