Noleggio auto da record in Italia, ma le regole europee sull'elettrico rischiano di far saltare tutto

Il noleggio cresce forte, ma fiscalità penalizzante e quote obbligatorie di BEV imposte da Bruxelles potrebbero trasformare un successo in un problema
Noleggio auto da record in Italia, ma le regole europee sull'elettrico rischiano di far saltare tutto

Luca TalottaLuca Talotta

Pubblicato il 5 maggio 2026, 17:27

Il car sharing? Una storia finita (quasi) male

Se il noleggio tradizionale brilla, il car sharing attraversa la sua crisi più profonda. E i numeri sono impietosi.

Nel 2019, al picco pre-pandemia, i noleggi in modalità sharing avevano superato i 13 milioni. Nel 2025 erano scesi a meno di 4 milioni. La flotta si è ridotta di oltre il 70% rispetto ai livelli pre-Covid. Un crollo che non è solo l'effetto della pandemia: è il collasso di un modello di business che non ha mai trovato il suo equilibrio economico.

Le ragioni sono ben note agli addetti ai lavori: costi operativi fuori controllo per furti, vandalismi e usi impropri; assenza di regole nazionali uniformi che ha creato un patchwork incoerente di normative locali; scarso supporto degli enti locali, che spesso hanno visto il car sharing come un fastidio più che come un'opportunità; e, non ultima, una fiscalità penalizzante, con l'IVA al 22% mentre il trasporto pubblico locale gode dell'aliquota agevolata al 10%.

ANIASA chiede espressamente che il car sharing possa accedere all'IVA ridotta al 10%, riconoscendo il suo valore di servizio di pubblica utilità. Senza interventi mirati, avverte l'associazione, il comparto rischia di perdere definitivamente il proprio ruolo nella mobilità urbana — e con esso, l'unica alternativa concreta all'auto privata nei centri cittadini.

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