Sicurezza stradale, Salvini: «Più di 100 vite salvate con il nuovo Codice»

Luca Talotta
Pubblicato il 25 maggio 2026, 13:12 (Aggiornato il 25 maggio 2026, 11:25)
La mobilità non può essere solo repressione
La sicurezza stradale non si costruisce soltanto con multe più alte. Le sanzioni servono, ma devono essere accompagnate da educazione, manutenzione delle strade, controlli mirati, formazione alla guida e strumenti tecnologici affidabili. Ridurre tutto alla contrapposizione tra automobilisti e norme significa perdere il cuore della questione.
Il convegno milanese ha insistito proprio su questo: prevenire, contrastare e curare le dipendenze aumenta la sicurezza sulle strade. È un messaggio che riguarda le istituzioni, ma anche famiglie, scuole, aziende, autoscuole, concessionari, operatori della mobilità e mondo assicurativo.
Una sfida per tutta la filiera
Il nuovo Codice della strada può rappresentare un passaggio utile solo se diventa parte di una strategia più ampia. L’alcolock, i controlli e le restrizioni per i comportamenti più gravi non devono essere letti come una guerra all’automobile, ma come strumenti per proteggere chi guida correttamente e chi ogni giorno usa la strada per lavoro, studio o necessità.
Il punto è semplice: difendere la mobilità significa renderla più sicura. E in un Paese dove l’auto resta centrale per milioni di persone, la prevenzione non è un tema accessorio, ma una condizione per garantire libertà di movimento, responsabilità e rispetto della vita.
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