Autovelox, nuove regole: cinque domande per fare chiarezza

Il nuovo decreto ministeriale ha sanato dopo 34 anni il vuoto normativo sulle omologazioni. Cerchiamo di capire cosa cambia nella sostanza per gli automobilisti

Fabrizio CicciarelliFabrizio Cicciarelli

Pubblicato il 13 luglio 2026, 10:47

Il decreto autovelox ha sanato un vuoto normativo lungo 34 anni. Il Codice della Strada prevede che i dispositivi siano ‘debitamente omologati’, ma finora non era mai stato emanato un decreto ministeriale con le regole tecniche per omologarli.

Si consideravano validi per approvazione, almeno fino a quando nel 2024 la Corte di Cassazione ha sentenziato che approvazione e omologazione sono procedure diverse. Adesso inizia una nuova era, ma è meglio fare chiarezza su alcuni aspetti per evitare brutte sorprese e alimentare falsi miti.

Cosa è cambiato?

Il decreto del Mit disciplina omologazione, taratura e controlli. Limiti di velocità e importi delle multe, invece, restano gli stessi. I dispositivi già conformi ai 25 prototipi dell'Allegato B (3150 in totale) ‘si intendono omologati’ restano in uso, mentre gli altri non possono elevare sanzioni valide. I dispositivi approvati, però, potranno essere sottoposti a omologazione.

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