Addio al taglio delle accise? Ipotesi voucher carburante, ma non per tutti
Il nodo delle coperture finanziarie è cruciale per lo sconto in scadenza il 6 giugno. Intanto la quotazione del petrolio torna a salire, si temono nuovi rincari
Fabiano Polimeni
Pubblicato il 1 giugno 2026, 16:56
Il costo del taglio delle accise su benzina e diesel, per lo Stato, è noto: l’ultimo provvedimento, in scadenza il 6 giugno prossimo, incide per oltre 130 milioni di euro, che si sommano ai 600 milioni di euro già spesi per le precedenti due tranche di riduzione delle accise. Seppur con modalità molto diverse tra benzina e diesel.
Una pressione sui conti - sui quali ricade favorevolmente l'extragettito Iva dall'aumento dei prezzi dei carburanti - che, al momento, non prevede come ha anticipato il ministro dell’Ambiente, Pichetto Fratin, un nuovo intervento per estendere il taglio delle accise. Questioni di bilancio.
Uno sconto piccolo, di 12,2 centesimi di euro iva inclusa, su un litro di gasolio, quanto può incidere, invece, per il singolo automobilista? A conti fatti, nel bel mezzo di un ponte 30 maggio-2 giugno condizionato dal caro carburanti, con un prezzo medio del diesel di 2 euro al litro e, negli ultimi 10 giorni, costantemente (e molto lentamente) in diminuzione, per un pieno di 50 litri vuol dire spendere 100 euro anziché 105 euro.
Pochi, sicuramente non decisivi nel singolo rifornimento ma, in un’ottica di mobilità quotidiana è un argine a uno scenario di caro carburanti che procede da 3 mesi e non dà segnali di rientro nel breve periodo. A conti fatti, per chi percorre 15.000 chilometri all'anno con un'auto diesel in grado di consumare 6 litri/100 km, 10 centesimi di taglio sul prezzo fanno la differenza tra spendere 1.800 euro o 1.890 euro.
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