Ferrari 250 Testa Rossa, l'auto del matrimonio di Leclerc è una rarità assoluta

La barchetta ha un curriculum unico nelle corse, impreziosito dalla carrozzeria firmata Scaglietti. Ecco quanto vale questo gioiello
Ferrari 250 Testa Rossa, l'auto del matrimonio di Leclerc è una rarità assoluta
© Theodore W.Pieper ©2024 Courtesy of RM Sotheby's

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 4 marzo 2026, 10:05

Non è un’ordinaria Ferrari 250 Testa Rossa, quella con cui Charles Leclerc e Alexandra Saint-Mleux sono convolati a nozze a Monaco. Posto che si possa accostare il concetto di ordinario a una 250 Testa Rossa, icona vera tra le Ferrari - in un tempo in cui l’aggettivo sembra abbinabile pressoché a ogni cosa - la vettura guidata da Leclerc ha una particolarità di non poco conto.

Si tratta della specifica carrozzata Scaglietti, uno dei 19 esemplari “pontoon fenders”, con gli archi passaruota a fungere da paraurti e separati rispetto alla calandra. Una soluzione introdotta nel 1958 e differente dalla specifica del debutto nel 1957.

Quanto vale la 250 Testa Rossa?

Un’esclusività della produzione Ferrari che, nel 2024, è stata stimata a un valore di 35 milioni di euro. Al tempo in cui Ferrari decise la produzione della 250 Testa Rossa per l'impegno nelle corse, partì dalla 500 TR e ne allungò il passo a 2,35 metri di lunghezza. La vettura montava un motore V12 di cilindrata 3 litri, derivato da quello della 250 GT e alimentato da 6 carburatori Weber doppio corpo da 38.

Una scelta, la riduzione della cilindrata, necessaria per rientrare nella nuova categoria Sport, diversamente dal passato in cui il 12 cilindri aveva visto applicazioni da 4 litri e 3.8 litri. I 300 cavalli erano abbinati a un corpo vettura da appena 800 kg, con telaio tubolare in acciaio e carrozzeria in alluminio. Dettaglio: le forme senza tempo vennero scolpite dalla carrozzeria di Sergio Scaglietti con i pannelli battuti a mano.

I successi nelle corse

Al debutto nelle corse nel 1958 vinse subito la 1.000 km di Buenos Aires e la 12 Ore di Sebring, con Phil Hill e Peter Collins al volante, poi toccò a Luigi Musso e Olivier Gendebien conquistare la Targa FLorio e Gendebien-Hill la 24 Ore di Le Mans.

Fu la prima gioia della 250 Testa Rossa a Le Mans, poi replicata nel 1960, 1961 e 1962. Restano i successi più importanti, insieme alle vittorie ottenute a Sebring nel 1959 e nel 1961. Proprio nel ’59 Ferrari sviluppò la 250 Testa Rossa introducendo i quattro freni a disco per rallentare dai 270 km/h di velocità massima di cui era capace la barchetta.

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