Voglia di cabrio senza compromessi? Tutte le piccole con la capote grande grande

L'esercizio delle "finte cabrio", citycar e utilitarie dalla capote in tessuto ad apertura estesa, è ben rappresentato sul mercato e ha una storia non recente
Voglia di cabrio senza compromessi? Tutte le piccole con la capote grande grande

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 12 maggio 2026, 18:42

Spider e cabriolet “pure” rappresentano una nicchia di mercato dai numeri irrisori a scorrere i dati (ben sotto l'1% dei volumi in Italia). Il fascino della guida en plein air è di gran lunga scavalcato dalle esigenze di una mobilità quotidiana pratica e con carrozzerie tuttofare. Eppure, esiste una terza via tra cabriolet e utilitaria che può provare a regalare le sensazioni della prima conservando quasi per intero la funzionalità della seconda, con un abitacolo ben al riparo dalle intemperie e un’abitabilità ordinaria.

“Finte cabrio”? Forse. L’elenco di modelli con la capote in tessuto estesa, la cui apertura è molto più ampia rispetto ai normali tetti apribili, conta interessanti modelli nei segmenti A e B del mercato, oltre ad annoverare proposte che negli ultimi 40 anni e oltre sono entrati a loro modo nella storia dell’auto italiana.

Fiat 500 Cabrio

Tra i modelli attuali in configurazione “cabriolet”, perché dotati di una capote ad apertura quasi sull’intero tetto, dove non estesa fino al lunotto, si segnala l’offerta Fiat 500 Cabrio.

È l’evoluzione ultima del progetto 500C introdotto a inizio degli anni Duemila. Quel che differenzia tali interpretazioni simil-cabriolet è la presenza dei montanti centrali e posteriori, richiedendo minime variazioni alla scocca e, di conseguenza, limitando i costi di una più profonda opera di irrigidimento della stessa. Le cabriolet, infatti, per compensare l’assenza, soprattutto, dei montanti centrali, richiedono l’irrigidimento del sottoscocca con il relativo extra di peso.

Fiat 500 Cabrio, disponibile sia in versione mild hybrid che elettrica, offre la capote ad apertura elettrica estesa fino a comprendere il lunotto, che è integrato alla capote. Pro? Una superficie ampissima di tetto apribile, che inonda l’abitacolo di luce. Contro? La visibilità posteriore con la capote aperta fino al lunotto.

Toyota Aygo X con l'optional

Una rivale diretta nel segmento A della 500 Cabrio è Toyota Aygo X, che offre la capote ampia quale optional (1.850 euro, all’interno del Pack Look) e non come una vera e propria variante di carrozzeria. Il tetto apribile in tessuto si estende fino all’altezza del montante posteriore ed è una soluzione che dà vagamente l’idea di essere su una cabriolet.

Per Aygo X è la seconda generazione a proporre la soluzione della capote in tessuto estesa. Il precedente modello, progettato insieme a PSA, che diedero vita a Peugeot 108 e Citroen C1, ricorreva alla medesima soluzione.

Accortezze di manutenzione e "rischi"

Al di là dell’effetto estetico e dell’elevata luminosità interna, in un’ottica di medio-lungo termine la presenza della capote può esporre ad alcune accortezze in più in termini di manutenzione. Negli anni, le guarnizioni a contorno delle guide sulle quali scorre la capote possono richiedere una sostituzione perché scottate dal sole e le stesse guide devono essere mantenute pulite per evitare problemi nel deflusso dell’acqua.

In termini più strettamente pratici, legati alla pulizia dell’auto, trattare le capote per averle sempre davvero pulite e colorate come appena uscite dal concessionario è un’operazione più ostica rispetto al lavaggio accurato del tetto in lamiera. Un punto forte delle “finte cabrio” viste finora è la qualità invariata della vita a bordo anche nella marcia in autostrada, al limite con qualche decibel in più di rumorosità che può filtrare per il minore isolamento acustico. 

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