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Mercato auto europeo in calo a gennaio, ma l'Italia cresce grazie alle ibride

Fabiano Polimeni
Pubblicato il 25 febbraio 2026, 10:41 (Aggiornato il 26 feb 2026 alle 09:02)
Su un mercato europeo che registra volumi di vendita in calo del 3,5% a gennaio, con 961.382 unità immatricolate, l’Italia ottiene un risultato in controtendenza. Il Bel Paese fa segnare un incremento del 6,2%, con ben 141.993 auto immatricolate. L'avvio del 2026 ha registrato il segno meno sui mercati di Francia (107.157 vetture) e Germania (193.982), entrambi in calo del 6,6%.
La Spagna è cresciuta dell’1,1% (73.103 unità), mentre il Regno Unito ha stabilito un +1,4%. Complessivamente, il dato delle immatricolazioni in Europa a gennaio è ancora largamente al di sotto dei valori pre-Covid, con un -21,6% rispetto al 2019.
L'elettrico è marginale in Italia
Approfondendo i dati di Acea emergono altre indicazioni interessanti sulla domanda nei principali mercati europei. L'Italia resta il fanalino di coda per le auto elettriche: appena il 6,6% del totale, per un volume di 9.423 vetture.
Tuttavia, la crescita percentuale rispetto a gennaio 2025 è di oltre il 40%. Restiamo comunque ben lontani dalla media europea, che si attesta al 19,7%. Solo 6 auto ogni 100 immatricolate sono elettriche.
Gap minore sulle ibride plug-in
È interessante notare come sul fronte delle ibride plug-in le differenze si riducono notevolmente. A gennaio, la quota di mercato dei modelli ibridi ricaricabili è stata dell’8,2% in Italia (11.638 auto vendute), contro il 10,4% europeo.
Regno Unito, Spagna e Germania hanno fatto meglio della media continentale, con le Phev rispettivamente al 12,9% (18.557 vetture), 12% (8.740) e 11,2% (21.790).
In Italia si guida ibrido
Continua l'ascesa delle motorizzazioni ibride - mild e full hybrid - nel nostro Paese. I risultati parlano chiaro: nel mese di gennaio 2026 sono state immatricolate 74.422 unità (+25%), quasi metà del totale dei volumi. L'Italia è stata il principale mercato tra quelli europei, seguita dalla Germania (58.206 esemplari), Regno Unito (55.653), Francia (51.523) e Spagna.
Ancora a picco il Diesel, che fa registrare un -22% nell’area dell’Unione Europea, così come in quella allargata al Regno Unito e ai mercati di Islanda, Norvegia e Svizzera.
Detto della marginalità di alimentazioni alternative, come fuel cell e bifuel a metano (-36,5% sul gennaio 2025), anche la benzina chiude con un corposo segno meno nel primo mese del 2026: 175.989 vetture immatricolate, con un volume in calo del 28,2%. Nel caso specifico del mercato italiano, il calo è del 25,5% per 26.641 auto benzina immatricolate.
Unrae, resta centrale la fiscalità sull'auto aziendale
L’andamento del mercato vede, sullo sfondo, le discussioni europee sulle misure del Pacchetto Automotive. Su questo tema si è espressa anche l'associazione costruttori stranieri in Italia, Unrae.
“Accogliamo con favore alcuni passi in avanti della proposta della Commissione europea: l’anticipo della revisione dei Regolamenti, la distinzione tra i target per le autovetture e quelli per i veicoli commerciali. Un approccio più pragmatico sull’obiettivo 2035 - portato da -100% a -90% - il calcolo della conformità su base triennale nel periodo 2030-2032, la strategia 'Battery Booster' da 1,8 miliardi di euro e una rinnovata attenzione alle flotte aziendali".
Unrae sostiene ormai da anni che l’attuale regime fiscale delle auto aziendali è uno dei principali ostacoli alla transizione ecologica. Le flotte dovrebbero accelerare la diffusione delle tecnologie pulite e rinnovare il proprio parco con maggiore frequenza, generando un usato “giovane” e accessibile. "Se non si procede a una riforma della fiscalità in chiave green – ha spiegato Unrae – l’Italia non sarà in grado di centrare i target europei, rischiando seriamente di trasformarsi in un mercato di serie B”.
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