Richiami alla Bizzarrini Manta del '68, alla Ferrari GG50, all'Alfa Romeo Scighera del '97. Italdesign GTZero si presenta con uno sguardo al passato, alle soluzioni di stile lanciate dalla casa, ma al tempo stesso si proietta al futuro, che vuol dire elettrico, ma non solo. Al Salone di Ginevra, la creatura di Filippo Perini si fa notare per le forme insolite. Granturismo sì, ma con un'attenzione particolare all'abitabilità interna, fronte sul quale sperimenta la modularità delle sedute, da 2+2, per accomodare due adulti e due bambini, a 3+1, riposizionando il sedile anteriore del passeggero per far spazio dietro e ottenere tre posti "veri" e uno di fortuna. Il tema della modularità coinvolge anche il telaio, progettato per ospitare tre motori elettrici, due all'anteriore (110 kW ciascuno) e uno al posteriore (140 kW) e un pacco batterie integrato, collocato all'interno del tunnel, oppure, una configurazione ibrida e motore termico davanti, liberando il tunnel dalle batterie per ospitare l'albero di trasmissione. Gioca su più fronti l'esercizio di stile Italdesign. Le portiere a elitra caratterizzano la fiancata insieme agli enormi cerchi da 22 e 23 pollici, gommati Pirelli P Zero Nero, insieme a forme avvolgenti e ben sottolineate nei punti chiave, come i passaruota posteriori. L'avantreno ingloba flap attivi, per gestire i flussi aerodinamici al meglio, mentre la coda tronca chiude un profilo idealmente da shooting-brake, nel quale il lunotto in vetro è anche portellone per accedere al vano bagagli. Un taglio che ricorda la Bizzarrini Manta del 1968, opera prima di Italdesign. I 360 kW erogati dai motori elettrici sono scaricati sulle quattro ruote, con il sistema di quelle posteriori sterzanti che sembra essere uno dei temi tecnici ricorrenti al Salone di Ginevra, per le auto di ogni categoria (dall'interpretazione data da Megane Sporter alla Ferrari GTC4Lusso, passando le proposte Porsche). Italdesign GTZero ha un angolo di sterzatura dell'asse posteriore che arriva 5°. Ma è l'interpretazione delle linee a rilevare più di altro su un progetto firmato Italdesign. E se la carrozzeria richiama in più tratti il passato, gli interni guardano al presente e al futuro. Il minimalismo stilistico si traduce in una plancia priva di tasti fisici, fatta eccezione per quello del freno a mano. Un ampio schermo touchscreen al centro integra l'infotainment e i comandi secondari, incluse le modalità del cambio. Le palette al volante, dietro le razze, sono sostituite da due pad, dai quali gestire le informazioni riportate sugli schermi OLED disposti davanti al guidatore. Non uno, ma ben quattro elementi, mobili, disposti su tre livelli di profondità. Uno centrale, appena dietro il volante, due ai lati, su un piano più arretrato, un quarto ulteriormente spostato verso il parabrezza. Ciascuno con dati configurabili, fino a diventare un unico display intervenendo con la modalità "Pista!", rivolta alle massime prestazioni e gli schermi che si raggruppano in un unico elemento centrale. La pulizia stilistica e l'essenzialità delle forme la ritroviamo anche nelle bocchette d'aerazione: tre elementi esagonali, ampi, incastonati alla perfezione nella plancia. Italdesign GTZero è granturismo lunga 4 metri e 91 centimetri, dalla massa importante, ben 1.980 kg, un'altezza ridotta a 1 metro e 27, con un passo di 2 metri e 87 centimetri. Il pacco batterie assicura un'autonomia di marcia di 500 km, con velocità massima autolimitata a 250 orari; per la ricarica bastano 30 minuti da una colonnina rapida e si hanno le batterie all'80% della capacità complessiva. Fabiano Polimeni

Le auto al Salone di Ginevra 2016 - parte 3