Lo hanno paragonato a Steve Jobs, anche se non ha ancora la stessa popolarità del fondatore della Apple. A 45 anni, Elon Musk, presidente e proprietario della Tesla, è uno degli uomini più ricchi del mondo grazie a un’ineguagliabile visione della tecnologia e del futuro che lo può renderlo celebre negli anni a venire.

Dai programmi per computer alla partecipazione in PayPal, dalla Tesla al progetto di fondare colonie su Marte (!), non si riesce ancora a capire se Musk sia un genio oppure un visionario.

Il recente lancio della Tesla Model 3, avvenuto con le stesse mdalità spettacolari con le quale Apple lancia l’ultimo iPhone, ha fatto propendere la bilancia a favore della genialità di Musk.

Nato nel 1971 da un ingegnere sudafricano e una modella canadese, Mister Tesla può essere definito allo stesso tempo un inventore, un imprenditore, un magnate e molte altre cose ancora. Da bambino si divertiva a leggere per giornate intere e, prima dei 12 anni, aveva imparato il linguaggio di base per la programmazione dei computer.

A quell’età progetto un videogioco, Blastar: ne vendette i diritti guadagnando i primi 500 dollari di quello che oggi è un patrimonio valutato in circa 13,5 miliardi di dollari. Prima dei 18 anni si trasferì in Canada e da lì negli Stati Uniti per laurearsi in Fisica ed Economia.

La sua prima azienda, fondata nel 1995 insieme al fratello, si chiamava Zip2 e forniva guide online delle città ai principali quotidiani americani, dal New York Times alla Chicago Tribune. Quattro anni dopo, Zip2 fi acquistata per 307 milioni di dollari, 22 dei quali finirono nelle tasche di Elon.

Che, subito dopo, pensò a un sistema rapido di pagamento in rete. Lanciò X.com che, con la successiva fusione con Cofinity, diede vita a PayPal.

Da appassionato di auto, Musk si era già regalato una McLaren F1, la GT a tre posti degli anni ’90, finendo però con il distruggerla presto uscendo di strada. Le disponibilità economiche e la voglia di sognare in grande, senza limiti, lo hanno portato, nel 2002, a fondare un’azienda aerospaziale, la SpaceX, con l’obiettivo di portare turisti nello spazio.

Dopo la vendita di PayPal ha cominciato a pensare con insistenza alle auto elettriche: la missione che si era prefissa era quella ridurre al massimo le emissioni di CO2. La sua entrata in Tesla risale al 2004, per poi diventarne proprietario.

Dopo alcunilanci spaziali falliti, Musk ha rischiato la bancarotta con SpaceX e con la stessa Tesla, ma si è salvato grazie a un contratto con la NASA cui fornisce razzi riutilizzabili. L’appalto con la NASA prevede, tra le altre cose, un servizio di rifornimento della stazione spaziale ISS. Uno dei suoi obiettivi è ridurre di un decimo i costi dei viaggi spaziali.

E la sua speranza quella di fornire un futuro all’umanità anche lontano dalla Terra dato che ha dichiarato di avere pensato alla colonizzazione di Marte attorno al 2040 dopo i primi lanci programmati nel 2025.

Nel frattempo ha lanciato SolarCity, una compagnia di prodotti fotovoltaici e di ricerca nel settore dell’energia alternativa. Poi ha investito in un’azienda di ricerca contro le malattie chiamata Halcyon Molecular. Uno dei progetti più suggestivi è quello della sua Hyperloop, che propone un sistema di trasporto tramite tunnel di collegamento tra le città in grado di spostare persone a una velocità di 1200 km/h.

Al centro del progetto una capsula in fibra di carbonio che si muove su un cuscino d’aria forzata. Tale sistema costerebbe un decimo di una corrispondente ferrovia.

E la Tesla? Dopo averla rilevata, Musk la vuole lanciare definitivamente nell’orbita dei costruttori mondiali. È stata una rivoluzione fra le auto elettriche perché fin dall’inizio Musk ha progettato l’auto integrando le batterie nel progetto, non aggiungendole dopo come fanno tutti.

Ha già avuto un discreto successo con la berlina S, ora sta lacniando il Suv X, il passo successivo sarà la Tesla Model 3. Un’elettrica per tutti, di dimensioni compatte e prezzo abbordabile: già ordinabile a 35.000 dollari (consegne previste a fine 2017). Sarà in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in meno di 6” e avrà un’autonomia di 346 km. Il primo giorno le prenotazioni (a 1000 euro di caparra in Europa, 1000 dollari in America) sono state 180.000 e il secondo oltre 230.000.

La sfida sarà quella di soddisfare i quantitativi di produzione, ma anche di mettere sulle strade le stazioni di ricarica denominate Supercharger. A queste ultime penserà la stessa Tesla, che ha già 3600 postazioni e prevede di raddoppiarne il numero. Anche in Italia, secondo quanto annunciato dallo stesso Musk. Un vero genio (poco) visionario.