Le proporzioni sono della grande berlina, ora più gradevole nell’aspetto e con l’architettura delle grandi di casa Toyota-Lexus. Alla seconda generazione di Toyota Mirai serviva però prodursi in altro, giacché elettrica da fuel cell a idrogeno non si poteva lasciare intatto lo schema portato sul mercato nel 2014. Così, miglioramenti su tutti i fronti, dalla pila della fuel cell ai serbatoi di idrogeno, dal convertitore a corrente continua al pacco batterie.

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Le direttrici seguite sono state del contenimento degli ingombri e del peso, ogni componente vanta riduzioni della massa nell’ordine del 50%, per un incremento di potenza del 12%, esaminando le parti che compongono il sistema fuel cell Toyota.

Più idrogeno e maggiore autonomia

La novità principale è l’adozione di un terzo serbatoio di idrogeno, per complessivi 5,6 kg contro i 4,6 kg immagazzinati dal sistema della prima Mirai. Vuol dire poter fare più strada, un incremento del 30% nell’autonomia di marcia, dichiarata in circa 650 km.

Idrogeno, vettore energetico trasformato in energia elettrica dalla pila a combustibile, ottimizzata nei materiali delle membrane dalle quali scaturisce la produzione di elettroni, ad alimentare una batteria adesso agli ioni di litio anziché nichel-metallo-idruro, composizione chimica accompagnata da una riduzione di peso pari a 2,3 kg, per 44,6 kg e una potenza erogata di 31,5 kW per 10 secondi contro i 25,5 kW della precedente generazione.

Il sistema nel suo insieme vede la nuova Toyota Mirai sviluppare 174 cavalli contro i 155 della prima serie, soprattutto però registra la pila a combustibile dalla maggior potenza specifica per densità, con un valore di 5,4 kW/l, e in grado di avviare l’auto anche a temperature ambientali di -30° C.

Dimensioni da grande 

Dall’architettura Toyota GA-L derivano nuove possibilità di installazione, con il serbatoio longitudinale avanzato, la pila della fuel cell nel vano motore mentre sopra l’asse posteriore, tra sedili e bagagliaio, è installato il motore elettrico con la batteria.

Nell’insieme, l’equilibrio delle masse – valore complessivo non ancora dichiarato da Toyota – vale il 50:50, accompagnato dalla riduzione del baricentro, merito dell’installazione più bassa delle tre bombole di idrogeno come dell’altezza complessiva della berlina, ben 6,5 centimetri in meno, per 1,47 metri di valore assoluto. Molto più spazio anche a bordo, dal passo di 2,92 metri (+14 cm) e la maggiore larghezza di 7,5 cm, su ingombri in lunghezza che dicono 4,97 metri.

Volumi da decuplicare

Con la nuova Mirai, Toyota punta a moltiplicare le vendite in tutto il mondo, arrivando a volumi 10 volte superiori la prima generazione e con prezzi che saranno inferiori del 20%. Resta il punto di una rete di rifornimento in molti Paesi tutta da potenziale, dove non completamente da strutturare, con l’Europa tra le aree che necessitano di un sostanziale potenziamento dell’infrastruttura, da portare avanti con progetti dedicati per la produzione dell’idrogeno in modo completamente green e direttamente presso le stazioni di rifornimento, con l’utilizzo di energia verde.

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Quanto agli scenari di una futura diffusione dell’elettrico a idrogeno, è soprattutto dai grandi mezzi pesanti, dal trasporto pubblico e con un’attenzione alle auto di grandi dimensioni che può svilupparsi il potenziale alternativo all’elettrico a batteria, del quale i veicoli a fuel cell superano diversi limiti.