Toyota non arretra e va dritta per la sua strada: continuerà a giostrare su più fronti. Non solo elettrico per il colosso giapponese, che più volte ribadito negli ultimi mesi, anche con una notevole vis polemica.

La conferma è arrivata durante l’assemblea degli azionisti durante la quale Toyota di fatto ha confermato alla lettera il suo approccio “ecumenico”, ovvero multi tecnologico.

Perché Toyota è perplessa sull'elettrico

Ribadendo la visione del presidente Akio Toyoda, che senza peli sulla lingua in più di una occasione ha rivelato le sue perplessità, per una transizione totale e piuttosto rapida alla sola mobilità elettrica.

In sostanza Toyoya punterà ancora sulle auto endotermiche, soprattutto ibride. Per trenta anni produrrà ancora vetture alternative alle elettriche, proponendo ai clienti una la scelta più adatta alla località dove vivono, alle esigenze e al loro portafoglio.

Il vice presidente Shigeki Terashi è rimasto nel solco del boss, senza induci. “E’ prematuro puntare su una sola  possibilità”. Nessun addio ai motori a combustione interna per il 2030 o dopo (o anche prima, per i più zelanti) come hanno annunciato molti Costruttori.

Trenta anni ancora di sviluppo

Il 2050 è il traguardo annunciato da Toyota per il suo Environmental Challenge: la strada sarà molto lunga e ora non prevedibile. “Alla fine quello che conta è quello che sceglie il cliente”.

Parole pragmatiche da parte  di Masahiko Maeda, chief technology officer, che mette sul piatto le opzioni offerte dal Marchio: ibrida, elettrica, idrogeno, ma anche col classico motore endotermico, come ad esempio erede di Aygo, la futura citycar che sarà prodotta in Repubblica ceca.

Le elettriche non saranno snobbate. Anzi Toyota, sfruttando la sua potenzialità, cercherà di sviluppare al massimo anche le EV, in particolare cercando di ottimizzare nel modo più ecologico tutto il ciclo vita delle batterie, dalla estrazione allo smaltimento.

Intervista a Mariano Autuori, Marketing Director - Toyota Motor Italia