Renault ElectriCity a Douai, ecco la fabbrica della Mègane E-Tech Electric

Renault ElectriCity a Douai, ecco la fabbrica della Mègane E-Tech Electric

La Casa della Losanga mostra l'impianto dove viene assemblata l'elettrica nata sulla nuova piattaforma CMF-EV

di Lodovico Basalù

17 marzo

Siamo a Douai, enorme centro di produzione sin dal 1970 con 17 modelli della gamma della Règie prodotti in oltre 10 milioni esemplari, ma ora convertitosi anche all’elettrico, visto che dalla sofisticatissima e robotizzata catena di montaggio, nasce la nuovissima Mègane E-Tech Electric. Insomma a circa 200 chilometri a nord di Parigi, si guarda al futuro, che se non sarà totalmente elettrico avrà comunque un forte impatto, sia per i Costruttori (in questo caso Renault, insieme a Mitsubishi e Nisssan), sia per chi dall’auto deve cominciare a percepire messaggi diversi. Puntare alle zero emissioni, creare un ecosistema sostenibile e diventare il centro di produzione di veicoli elettrici più importante e competitivo d’Europa.

ElectriCity, dove nascono le le elettriche di Renault

ElectriCity, dove nascono le le elettriche di Renault

Guarda qui le foto della fabbrica dove Renault realizza la Megane E-TECH Electric

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Una fabbrica, ambizioni per tre

Sono questi gli obiettivi ambiziosi della nuova entità ElectriCity, che riunisce i tre stabilimenti di Douai, Maubeuge e Ruitz nella regione dell’Alta Francia. La Mégane E-Tech Electric (guarda qui la prova), che è già commercializzata, è solo l’inizio di una bella rinascita del settore elettrico, fondata sul know-how e sull’eccellenza dei 5.000 collaboratori che compongono il reparto Electric City. La sfida è ambiziosa: democratizzare i veicoli elettrici e produrne oltre 400.000 all’anno entro il 2025 nella regione dell’Alta Francia. Il nuovo centro, del resto, intende diventare l’unità di produzione più importante e competitiva d’Europa.

Vecchio impianto, ecosistema nuovo

Ma per raggiungere questo obiettivo, era prima necessario ottimizzare l’impianto industriale per incrementare l’efficacia operativa e costruire un intero ecosistema per ridurre i tanti costi fissi. Con la nuova organizzazione, Renault Group ElectriCity intende dare un marchio di qualità alla sua produzione e garantirsi una maggiore competitività.

Le dichiarazioni

Spiega Luciano Biondo, Direttore di ElectriCity e di chiara origine italiana, anche se nato in Francia: “Per introdurre i veicoli elettrici, abbiamo trasformato lo stabilimento di Douai, con investimenti per oltre 550 milioni di euro. Abbiamo lavorato anche sull’ergonomia delle postazioni di lavoro".

Automazione a misura d'uomo

In effetti, nel lungo giro effettuato in tutti i reparti, o quasi, della fabbrica, è stato evidente notare come molte operazioni siano automatizzate, come avviene del resto nella quasi totalità degli stabilimenti automobilistici e non, ma rimane comunque quell’apporto manuale che è ancora necessario, ad esempio, quando è necessario collocare, come si deve, interi chilometri di cablaggi e di connessioni, con un prodotto finale che viene accuratamente controllato alla fine della produzione da una èquipe (inflessibile) composta da un ventina di esperti. Del resto, la storia della fabbrica di Douai è illuminante: da qui sono usciti modelli come la Renault 5, la prima Scènic, la 19 e via dicendo.

I prossimi prodotti

E, come già noto, proprio una Renault 5 del terzo millennio sarà prodotta a fianco della Mègane E.Tech Electric e sarà anch’essa totalmente elettrica. Un’idea dell’ad Luca De Meo, che in termini di strategie di mercato non ha da imparare nulla da nessuno. Del resto, l’arrivo della piattaforma modulare CMF-EV dedicata alla produzione dei veicoli elettrici, parla chiaro. Per passare dalla produzione termica a quella elettrica, le officine e le linee dello stabilimento di Douai sono state modificate, trasformate ed aggiornate.

Come nascono le batterie

Oltre 550 milioni di euro sono stati investiti per introdurre le versioni elettriche. Con decine di carrelli automatizzati che si spostano con migliaia di codici prodotto dei componenti, ognuno repertoriato e destinato a raggiungere il veicolo giusto nel momento giusto lungo la catena. Al piano superiore, il nuovissimo reparto di assemblaggio delle batterie, parla da solo. Qui i collaboratori, formati e iniziati allo sviluppo dell’elettrico, preparano ogni singola batteria per inviarla all’impianto di aggancio, che la inserisce direttamente nel veicolo. Per rispondere alle nuove sfide ambientali ed aumentare la competitività e l’efficacia, le trasformazioni non devono interessare solo le linee di assemblaggio, ma anche la produzione e il completamento delle batterie. Grazie alla partnership strategica tra il Gruppo Renault ed Envision AESC, sul sito di Douai sarà installata una gigafactory di batterie, che permetterà di realizzare le batterie dei futuri modelli elettrici, a meno di 50 metri di distanza. I vantaggi del nuovo impianto e quindi della produzione delle stesse batterie fatta in casa, sono molteplici: bassissimo tasso di CO2 per il trasporto, costi fissi ottimizzati e risposta rapida alla domanda dei clienti. Concludendo, vale la pena ricordare alcune caratteristiche della Mègane E-Tech Electric. Che è proposta con potenze di 96 kW (130 cv) e di 160 kW (218 cv). Sono offerte a scelta due capacità di batterie: 40 kWh per un’autonomia massima di 300 km (norma WLTP) e 60 kWh, con un’autonomia massima di 450 km. Le batterie hanno una garanzia di 8 anni o 160.000 km.

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