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BYD, il test in Cina delle ultime tecnologie

Gianluca Guglielmotti
Pubblicato il 28 aprile 2026, 09:45
A Zhengzhou, in Cina, sorge il mega-impianto del colosso cinese BYD: fabbrica, centro prove, area off-road e centro esperienziale sui veicoli a nuova energia rappresentano un vero ecosistema che mostra gli incredibili livelli di tecnologia raggiunti dal costruttore negli ultimi anni. Abbiamo potuto sperimentarli grazie all'E-Journey organizzato da BYD: dalla prova in pista della hypercar Yangwang U9 alle doti anfibie del Suv U8, dalle funzioni di guida assistita e autonoma alla ricarica ultra-fast delle stazioni Flash Charging. Ecco com'è andata.
La mega-fabbrica BYD
Il punto di partenza è lo stabilimento di Zhengzhou, il più grande e completo hub produttivo BYD per veicoli a nuova energia (NEV). I numeri sono impressionanti: l’impianto è in grado di produrre un veicolo al minuto e una batteria ogni tre secondi, grazie a un livello di automazione che supera il 98% nelle principali linee produttive. Il sito è organizzato in quattro macro-fasi: produzione veicoli, componentistica, batterie e materiali avanzati, con una struttura modulare che consente di gestire più piattaforme e modelli contemporaneamente. Le linee di assemblaggio utilizzano migliaia di robot per operazioni come saldatura, incollaggio e controllo qualità. L’intero processo è altamente integrato e automatizzato, con sistemi proprietari sviluppati da BYD per il trasporto e la gestione delle scocche, riducendo al minimo errori e danneggiamenti. È un approccio che riflette la filosofia del gruppo: controllo totale della filiera, dalla batteria al veicolo finito.
Il proving ground: otto aree per i test (anche estremi)
Accanto alla fabbrica sorge il circuito di prova, una struttura da quasi 20 ettari progettata per validare ogni aspetto dei veicoli elettrici . Otto le aree principali: pista ad alta velocità, anello a bassa aderenza, zona off-road, area per guida autonoma, simulazione superficie ghiacciata, piscina per test in acqua, duna artificiale e area campeggio. Un vero "laboratorio a cielo aperto" dove le vetture vengono spinte oltre i limiti, in condizioni che simulano scenari reali e situazioni estreme.
Yangwang U9, in pista con la hypercar da 1300 cavalli
Il viaggio inizia con test in pista della Yangwang U9. Sul tracciato del proving ground di Zhengzhou, lungo 1.758 metri di cui 550 di rettilineo e sviluppato per la messa a punto dinamica delle vetture, la hypercar elettrica ha evidenziato buon handling e prestazioni brutali: merito del sistema propulsivo a quattro motori indipendenti da 1.300 cv combinati, capace di gestire la coppia su ogni singola ruota in tempo reale. Il sistema di sospensioni attive DiSus-X, poi, permette alla vettura non solo di adattarsi al fondo e fornire l’assetto ottimale, ma anche di eseguire movimenti impossibili per un’auto tradizionale, come i celebri “salti” (che permettono di evitare ostacoli anche in velocità). Un esercizio tecnologico avanzatissimo che dimostra il livello di controllo raggiunto dal costruttore.
Yangwang U8 “Floating Zone”: il Suv che galleggia

Dopo la prestazionale U9, abbiamo avuto modo di testare le incredibili capacità “anfibie” del Suv Yangwang U8 nella cosiddetta “Floating zone”: una piscina profonda 1,80 metri nella quale il grande fuoristrada ha dimostrato non si limita ad attraversare guadi profondi: attivando la modalità “Wading”, la vettura è in grado di galleggiare e avanzare fino a 3 km/h grazie alla rotazione dei quattro motori indipendenti. Una feature che va oltre il semplice “effetto wow”, garantendo sicurezza senza precedenti nel malaugurato caso si finisca in acqua (anche in caso di alluvioni, sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici).
Guida assistita e autonoma, prestazioni su fondi a bassa aderenza
Sempre sfruttando la logica dei quattro elettromotori indipendenti, abbiamo provato su un modello Denza (il grande Suv N8L, non presente sui nostri mercati) le funzioni di parcheggio avanzato. La gestione indipendente della coppia unita all’asse posteriore sterzante permette manovre impossibili per un’auto tradizionale: la vettura è in grado di ruotare su se stessa o muovere il solo retrotreno per entrare lateralmente in uno spazio di parcheggio. Il tutto in totale autonomia grazie alle funzioni di guida autonoma, supervisionata da telecamere e sensori perimetrali. Con la Denza Z9GT, poi, abbiamo saggiato le eccellenti doti di stabilità sull'anello a bassa aderenza. Sempre grazie alla gestione indipendente dei motori, l'auto non si scompone anche in situazioni critiche: la prova (superata brillantemente) consisteva nell'avanzare con la carreggiata interna sul fondo sdrucciolevole e quella esterna su normale asfalto.
Di Space, al museo dei NEV con dimostrazione Flash Charging

Il viaggio si è concluso al Di Space di Zhengzhou, il primo centro esperienziale al mondo dedicato ai veicoli a nuova energia, dove tecnologia e divulgazione si incontrano. È qui che abbiamo assistito a una delle dimostrazioni più impressionanti: la ricarica ultrarapida della Denza Z9GT tramite le stazioni Flash Charging fino a 1.500 kW. I numeri parlano da soli: grazie all’architettura a 800 V e alla Blade Battery di seconda generazione, è possibile passare dal 10 al 97% in circa nove minuti, avvicinandosi alle tempistiche di un rifornimento tradizionale. Degna di nota anche la prestazione a bassissime temperature: a - 30° C, il “pieno di elettroni” si conclude in 12 minuti. Una tecnologia che BYD punta a diffondere su larga scala, anche in Europa: entro la fine del 2027 sono previste circa 3000 stazioni Flash a 1000 kW, di cui 300 in Italia.
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