Mancava l'approvazione definitiva del giudice Breyer, perché si componesse la vicenda dieselgate negli USA relativamente ai motori EA 189 2.0 TDI.  La pronuncia favorevole all'accordo tra Volkswagen e i privati dà il via libera al programma proposto dal gruppo Volkswagen - vale qualcosa come 14,7 miliardi di dollari - mentre resta aperto il fronte sui motori V6 3 litri TDI. 

I termini dell'accordo erano già stati definiti a giugno, con la previsione del riacquisto di tutti i veicoli coinvolti nel dieselgate da parte del gruppo Volkswagen, una delle alternative a disposizione dei clienti, accanto alla cessazione dei contratti di leasing o all'aggiornamento tecnico dei veicoli (se e quando sarà disponibile, specifica la nota Volkswagen). Non mancherà una compensazione economica in contanti ai proprietari e il versamento di 2,7 miliardi di dollari in 3 anni a un fondo ambientale per bilanciare le conseguenze negative in termini di emissioni inquinanti di NOx causate con la vicenda dieselgate; in aggiunta, l'accordo approvato definitivamente dalla Corte distrettuale della California prevede l'investimento di 2 miliardi di dollari in 10 anni in infrastrutture per veicoli a zero emissioni inquinanti. 

Misure circoscritte unicamente agli Stati Uniti, che non avranno alcuna ricaduta al di fuori degli USA. La notizia è stata seguita dalla nota con cui il gruppo ha annunciato i risultati operativi dei primi 9 mesi del 2016, nei quali ha registrato un utile operativo di 11,3 miliardi di euro (prima dei costi straordinari, che hanno inciso per 2,6 miliardi), in crescita del 10,5% sullo stesso periodo di un anno fa. I guadagni nel terzo quarto dell'anno sono stati condizionati dalla disposizione di ulteriori 400 milioni di euro legati al dieselgate e l'utile operativo, dopo poste straordinarie e tasse è a 5,9 miliardi di euro.

«I dati dei primi tre quarti dell'anno mostrano la forza operativa dei marchi all'interno del gruppo Volkswagen. E' una base robusta dalla quale vogliamo spingerci avanti con la trasformazione programmata da costruttore di auto a fornitore di mobilità sostenibile», ha commentato Matthias Muller, presidente del Consiglio di amministrazione, citando il piano Together - Strategy 2025 per attuare il "passaggio". 

Il responsabile dell'area finanziaria Frank Witter, ha aggiunto come «nonostante le sfide più importanti e l'impatto negativo dei problemi legati alla vicenda diesel, il Gruppo Volkswagen poggia su una solida base finanziaria. La liquidità netta (31,1 miliardi dalla divisione auto; ndr) assicura la stabilità finanziaria per dar forma attivamente al futuro della mobilità, sostenendo al tempo stesso le ripercussioni finanziarie della vicenda diesel e gli investimenti, insieme alla spesa richiesta per le nuove tecnologie e la conformità ai livelli di Co2». Costi e investimenti andranno ponderati attentamente e, sul fronte delle competizioni, nella stessa giornata in cui si riceveva l'ok negli USA al piano di indennizzo per il dieselgate, Audi annunciava l'impegno in Formula E, abbandonando il mondiale Endurance e la 24 Ore di Le Mans, dopo 18 anni di successi.

In termini di vendite, Volkswagen Passenger Cars ha visto un calo delle vendite a 3,2 milioni di auto rispetto allo stesso periodo del 2015, mentre Audi ha incrementato dello 0,7%. Buoni risultati sull'utile operativo di Skoda, a 940 milioni di euro (+28,1%), e di Porsche, a +12,2%, con vendite in crescita del 5% (Bentley marca un +6,1%).