L’obiettivo dell’Alfa Romeo è stare al livello dei marchi tedeschi, ma non bastano un paio d’anni per riuscirci” parola di Reid Bigland. Il boss di Alfa Romeo e Maserati ha parlato del futuro della Casa di Arese con i colleghi magazine britannico Autocar, spiegando che “è impossibile riprenderli così velocemente perché presidiano tutti i segmenti e creano anche dei sotto-segmenti, mentre noi anche col nuovo SUV arriveremo a coprire solo il 50% del mercato”. La parola d’ordine, dunque, è avere pazienza e continuare a seguire la strategia perché “Alfa Romeo può diventare il nuovo benchmark in ogni segmento che entra”.

A pochi giorni dalla presentazione della Stelvio (Bigland non ha comunque confermato il nome) il boss Alfa Romeo ha spiegato che cosa la distinguerà dalle altre auto “I clienti compreranno il nostro SUV perché la sua dinamica di guida li sorprenderà. Ogni Alfa deve fare la differenza in questo campo e questa la farà certamente”. E dopo la Stelvio sarà la volta di un SUV più grandeTutto il mondo gravita intorno ai SUV. Qualche anno fa un SUV Alfa sarebbe stato sacrilego ma ora ha perfettamente senso. Il nostro compito è conoscere i gusti dei clienti e dargli quello che vogliono”.

LA STELVIO ATTESA A LOS ANGELES

Ed è per questo che questo grande SUV potrebbe anche avere 7 posti, al contrario della Maserati Levante che si ferma a 5 posti. “Qualsiasi Alfa noi costruiremo, dovrà essere un punto di riferimento per agilità, sound ed esperienza di guida generale” ha spiegato Bigland aggiungendo che probabilmente dopo la Stelvio sarà la volta del SUV full-size mentre la grande berlina (rivale della Serie 5) verrà dopo. Ma le Alfa Romeo SUV potrebbero addirittura essere tre, visto che entro la fine del decennio ci potrebbe essere spazio per una rivale della BMW X4, una sorta di SUV-coupè dunque.

Ancora prima, invece, arriverà la Giulia station wagon, molto probabilmente già al prossimo Salone di Francoforte. Secondo le voci di corridoio la priorità sarà sul look sportivo piuttosto che sulla capacità del bagagliaio ma in un rapporto non così estremo come quello della 159 Sportwagon che in alcune configurazioni aveva la SW meno capiente della berlina. Il riferimento, ad ogni modo, sarà ancora una volta la BMW Serie 3. Infine, il segmento C. Pare che i vertici Alfa Romeo abbiano dato il via libera al modello successore della Giulietta, visto che questo genere di auto continua ad avere molto successo in Europa e sta crescendo anche negli Stati Uniti e in Cina.

 La nuova auto non arriverebbe prima di tre anni e comunque c’è un dibattito in corso sull’utilizzo della piattaforma della Giulia o sull’evoluzione di quella attuale a motore trasversale e trazione anteriore della Giulietta. Anche il destino della Mito è tutto da scrivere, visto che il suo mercato di riferimento è esclusivamente quello europeo, mentre per i modelli spiccatamente sportivi tutto dipenderà dal successo del resto della gamma.