L'insediamento della nuova amministrazione Trump si avrà solo il 20 gennaio e da allora si misureranno concretamente le "minacce" rivolte all'industria automobilistica, "colpevole" di esternalizzare la produzione in Messico. Dai proclami dovrà passare alle azioni, l'applicazione dei dazi al 35% sbandierati, per tutelare i livelli occupazionali negli Stati Uniti.

Se BMW da un lato è finita nel mirino di Trump, dall'altro c'è General Motors che annuncia un piano di crescita di posti di lavoro in aree chiave per lo sviluppo nel paese. Un investimento da un miliardo di dollari, destinato nei prossimi anni a creare oltre 5.000 nuovi occupati, impegno che si somma a i 2.9 miliardi annunciati nel 2016. Dalla realizzazione della futura generazione di pick-up e dalla progettazione di componenti e tecnologie avanzate, il gruppo prevede di creare 1.500 posti di lavoro.

Dalla produzione in Messico verrà internalizzata in Michigan la realizzazione degli assali dei pick-up di grandi dimensioni: vorrà dire creare 450 posti negli USA precedentemente spostati oltre confine. In aggiunta, un fornitore del gruppo ha accettato di farne rientrare altri 100 posti, sempre in Michigan. E quasi sembra un sottolineare l'impegno di GM per l'economia nazionale, lo snocciolare di numeri sui risultati degli ultimi quattro anni: 25 mila posti di lavoro in più, 15 mila posizioni in meno all'estero, 3 miliardi di dollari tra stipendi e benefici che si sono riversati sull'economia statunitense.

Mary Barra ha commentato: «Con l'incremento di competitività della base manufatturiera negli USA, siamo in grado di aumentare ulteriormente il nostro investimento, con il risultato di più posti di lavoro in America e risultati migliori. Il mercato statunitense è quello di casa e siamo impegnati su una crescita positiva per i nostri impiegati, concessionari e fornitori. Continueremo l'impegno verso un business più efficiente, come dimostrato dall'internalizzazione di oltre 6.000 posti di lavoro nel settore Information & Technology che erano precedentemente al di fuori degli Stati Uniti e la razionalizzazione delle attività ingegneristiche da 7 a 3, con il centro nevralgico a Warren, Michigan».