Sindrome cinese, 10 Suv in 3 anni per Volkswagen

Sindrome cinese, 10 Suv in 3 anni per Volkswagen

VW entro il 2020 intende rafforzare il suo primato nel mercato più importante

di Francesco Forni

27 marzo 2018

L’avvento dell’ammiraglia-SUV Touareg è il simbolo del rinnovato e storico impegno di Volkswagen in Cina. Il primo mercato mondiale di VW ha un’importanza decisiva, presente e futura. In meno di tre anni saranno offerte agli automobilisti cinesi dieci SUV Volkswagen, una flotta senza precedenti per ribadire la presenza sul questa regione nevralgica. Entro il 2020 il piano sarà completato.

La certezza ferrea del costruttore tedesco è stata ribadita dal Ceo del Marchio, Herbert Diess. “I clienti cinesi si fidano della Volkswagen. Noi onoreremo questa fiducia”.

Touareg alla presentazione al Salone di Pechino s’è presentata dopo un tour di 16.000 chilometri con partenza da Bratislava, sede della fabbrica di produzione, attraversando, tra gli altri, gli Urali, il Kazakistan e la Mongolia. Da oltre 33 anni, con la prima VW prodotta a Shanghai, la Santana (Quantum negli USA) berlina a 3 volumi, il brand ha un rapporto strettissimo con la Cina. Che le ha permesso, grazie alla sinergia con i costruttori locali Faw e Saic, di vendere 27 milioni di auto. Grazie a una presenza il loco di ben 19 stabilimenti.

Nel 2017 le autovetture vendute in Cina sono state 3,2 milioni, per una quota del 13% del mercato. Dei quali 400.000 sono stati sport utility vehicle, come Tiguan e Teramont, modello realizzato espressamente per il gigante asiatico. Ma l’accelerazione di offerta è dietro l’angolo, con almeno dieci modelli in poco più di trenta mesi. Uno a stagione. Una corsa davvero a tavoletta.

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