Al cinema, in questo periodo, gli appassionati si godono “Le Mans ’66” e la grande sfida di Ford contro Ferrari. La storia di come la Casa statunitense riuscì a spodestare la scuderia di Maranello dal trono della gara endurance più famosa del mondo.

Tutte le auto di "Le Mans '66": FOTO

Ma il Circuit de la Sarthe contiene tante altre storie, di cui una è di certo la più triste di tutte. Parliamo dell’edizione 1955, quella in cui avvenne l’incidente più tragico della storia dell’automobilismo sportivo. E oggi, un nuovo film, un cortometraggio della durata di 15 minuti, lo racconta al grande pubblico.

Ford GT40 di "Le Mans '66" all'asta

COSA SUCCESSE

Mike Hawthorn (che tre anni dopo vincerà il mondiale piloti in Formula 1 con la Ferrari, suo primo e unico alloro iridato), con la sua Jaguar D-Type, era in testa alla corsa. Sul rettilineo principale della pista, l’inglese doppiò la Austin-Healey guidata da Lance Macklin, salvo poi subito dopo compiere una manovra azzardata per rientrare ai box. La mossa colse di sorpresa Macklin, che perse il controllo della sua vettura. Purtroppo, una volta ripresa stabilità, la Austin-Healey era già sulla traiettoria della Mercedes 300 SLR di Pierre Levegh, che arrivò sparata, tamponò l’auto di Macklin e prese il volo, andandosi a schiantare contro le barriere, mentre alcuni detriti della “Benz” finirono sulle tribune, colpendo il pubblico. Risultato: macchina a fuoco, 83 spettatori morti, oltre allo stesso Levegh, e 120 feriti. Nella storia delle corse, di qualsiasi livello, mai nessun altro incidente si è avvicinato a questi numeri.

IL RACCONTO DI BAILLIEUX

Il cortometraggio francese “Le Mans 1955”, diretto dall’illustratore Quentin Baillieux e in vena di candidatura all’Oscar, non mostra gli attimi dell’incidente, ma si focalizza su un aspetto altrettanto tragico: il fatto che la gara proseguì.

Per questo, Baillieux affida il ruolo di protagonisti a John Fitch e Alfred Neubauer, secondo pilota e team manager Mercedes. Il primo capisce subito la portata del dramma umano che si era appena consumato sotto i suoi occhi, mentre il secondo prima si lascia ammaliare dall’opportunità di vincere la gara, poi raccoglie un briciolo di umanità e decide di far ritirare la squadra tedesca.

Ed è appunto l’empatia umana il tema sul quale “Le Mans 1955” si concentra: una sensazione malinconica, ma positiva, che induca lo spettatore a cambiare il proprio sguardo verso tutto ciò che avviene quotidianamente.

Vi consigliamo di non lasciarvi scappare questa perla. Buona visione.