L’operatività della Brexit miete la prima vittima "in prospettiva" nell’automotive. Il Gruppo BMW ritarderà l’arrivo della nuova generazione di MINI. I futuri rapporti commerciali tra Unione Europea e Regno Unito non sono ancora definiti, rendendo meno programmabili e sicuri gli investimenti a lungo termine.

Per questo motivo BMW non metterà soldi, almeno non subito, per preparare alla nuova serie gli stabilimenti inglesi. Semplicemente, navigherà a vista.

La Casa bavarese per il momento ha annunciato che andrà avanti con quello che c’è, comunicando che: “per questioni di costi e a causa della Brexit è stato esteso il ciclo vita della piattaforma UKL1”.

MINI Cooper Electric

Si tratta del pianale sul quale vengono prodotte MINI 3 porte, 5 porte e cabrio. Su UKL2, che avrà probabilmente destino simile, sono realizzate MINI Clubman, Countryman, BMW Serie 1, Serie 2 Active Tourer, Gran Tourer, X1, X2.

Nata nel 2014, l'attuale generazione di MINI  “resisterà” in commercio ancora per qualche tempo. Non mesi ma anni. La transizione all’elettrificazione comporta costi importanti, la riduzione dei costi di sviluppo è necessaria.

Resta anche in dubbio quanto inglese sarà MINI. E’ prodotta a Oxford e a Born in Olanda, fino al 2018 con un vantaggio per lo stabilimento inglese (234.000 contro 211.000). Ma la questione dei dazi potrebbe cambiare gli equilibri.

MINI Cooper JCW, il test di Auto