Dall’investimento nella proprietà Volvo Cars avvenuto nel 2010 a prospettive di fusione. Geely e Volvo lavorano a un’operazione finanziaria che riunirebbe il controllo di marchi, ai quali verrebbe comunque assicurata l’indipendenza d’identità attuale. Volvo, Geely, Lynk&Co, Polestar, riassunti in un CdA e con l’obiettivo di sfruttare al meglio le sinergie possibili, finanziarie e industriali.

Risparmi non solo su investimenti

Già con l’attuale struttura societaria non mancano gli scambi tecnologici strettissimi, tra Volvo e Lynk&Co, ad esempio, come con Lotus. Dalla fusione si punta a migliorare ulteriormente la gestione delle risorse e le spese richieste dal percorso di elettrificazione, sul quale procede a grandi passi Volvo. Aree come la ricerca e sviluppo, la produzione, gli acquisti soprattutto, beneficerebbero dalla creazione di un soggetto unico.

“La combinazione delle due società porterebbe a un forte gruppo globale. Ci prepariamo a lavorare con Hakan Samuelsson, presidente e a.d. di Volvo Cars, per investigare ulteriormente quest’opportunità con l’obiettivo di rafforzare le sinergie interne al gruppo, sebbene mantenendo il vantaggio competitivo e l’integrità di ciascun singolo brand”, ha commentato il presidente di Geely Holding Group, Li Shufu.

I volumi produttivi

Dalla fusione risulterebbe un soggetto da circa 2 milioni di veicoli venduti globalmente, somma delle singole performance realizzate da Volvo Cars e Geely nel 2019.

Se la proposta di fusione troverà l’ok dei Consigli di amministrazione Geely e Volvo, si procederà verso il closing e la successiva quotazione della nuova società alla Borsa di Hong Kong, successivamente alla quale è prevista la quotazione anche a Stoccolma.

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