Mercato auto, lo spettro di 20 milioni di vetture perse nel 2020

Mercato auto, lo spettro di 20 milioni di vetture perse nel 2020

Gli analisti di AlixPartners prefigurano l'anadamento del mercato mondiale. L'Italia rischia un -43%.

di Francesco Forni

6 aprile 2020

Più passano i giorni, più la situazione del mercato auto sembra prossima a una ecatombe. Il crollo attestato al -85% dei numeri delle immatricolazioni a marzo in Italia, gli scenari pronosticati da alcune società di consulenza, sembrano essere un antipasto.

In attesa del picco e poi del calo dei contagi, ribadiamo la salute sempre prima di tutto, a breve e medio termine l’automotive dovrà affrontare una crisi mai vista.

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Altro che delicata transizione all’auto elettrica, gli analisti di AlixPartners, hanno prospettato un calo di vendite nel 2020 tra i 15 e i 24 milioni di auto a livello mondiale. Una cifra enorme per un settore che quantificava a livello globale oltre 98 milioni, ma era in calo dal 2018.

La previsione di AlixPartners

Sono ipotizzati due scenari, in base all’evoluzione e all’impatto del Coronavirus: in sostanza, in caso di recessione “breve”, fino alla fine del 2021 e in caso di pressione prolungata, con la luce in fondo il tunnel a fine 2022.

I grandi mercati saranno tutti in ginocchio AlixPartners stima l’Europa tra un -20% nella migliore delle ipotesi e un 30% nella peggiore. Gli Stati Uniti tra un -18% e un 29% e la Cina tra un -8% e un -20%.

Tenetevi forte, l’Italia sarà uno dei paesi che soffrirà di più. Nella situazione meno drammatica atteso un -27% su base annua (oltre un quarto del mercato) quasi mezzo milione di auto in meno.

In quella più grave, anche senza incentivi da parte dello stato, un -43% che significherebbe rispetto al 2019, oltre 820.000 auto vendute in meno.

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Più fusioni in futuro per sopravvivere?

Non ci sono scenari positivi o situazioni che possano essere recuperate in pochi mesi. Che influirà anche sugli investimenti a medio termine: quanti metteranno risorse sui nuovi progetti, guida autonoma, auto elettrica, con introiti decisamente inferiori?

Reagire in tempi brevi, con liquidità a disposizione per ripartire e mantenere un filo diretto con i potenziali clienti. Di certo, una situazione del genere potrebbe invitare a unire ancora di più le forze, con altre fusioni e collaborazioni.

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