Nuovo progetto tunnel Stretto di Messina: addio ponte?

Nuovo progetto tunnel Stretto di Messina: addio ponte?

Dopo 20 anni la ministra De Micheli torna a parlare di un collegamento tra Reggio Calabria e Messina: "

di Redazione

11 agosto 2020

Il ponte si trasforma in tunnel sottomarino. Non è l'ultima battuta dell'Ingegner Cane, che negli anni 2002 faceva ridere con i suoi siparietti in tv durante "Mai Dire Domenica" nei quali parlava del mai iniziato, figuriamoci concluso, progetto del ponte sullo Stretto di Messina. Questa volta la proposta di costruire un tunnel che collegherebbe la Sicilia con la Calabria arriva direttamente dal Mit e prende spunto da un piano architettonico ipotizzato addirittura nel 1870 dall'ingegnere Albero Carlo Navone.

Il ministro per le Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, ha annunciato che presto l'Italia si muoverà per avere una nuova, grande infrastruttura: "Abbiamo avuto una proposta da parte di un gruppo di ingegneri che ci ha sottoposto questa ipotesi di un tunnel sottomarino al posto del ponte sullo Stretto di Messina. Presenteremo la nostra proposta in sede di Recovery Fund per completare il collegamento tra Messina e Reggio Calabria.

Stiamo facendo tutte le analisi tecniche del caso perché quella è un'area sismica, un'area vulcanica. Quindi, come il Presidente Conte sa, abbiamo avviato le analisi, perché noi teniamo in grande considerazione la progettualità spontanea, soprattutto se si tratta di un'opera tanto discussa negli ultimi 20 anni e di cui s'è detto di tutto".

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Il progetto di un tunnel sottomarino

Il progetto per l'opera sottomarina, che percorrerà 4km tra il mar Tirreno e Ionio, è quella dell’ingegnere Giovanni Saccà presentato già nel 2017 e seguito in prima persona dal viceministro siciliano del M5S, Giancarlo Cancelleri. Come riporta il Corriere della Sera la relazione di Saccà è approdata sulla scrivania del Premier in data 27 giugno 2020 e smonta a colpi di dati e raffronti tecnici il ponte stradale e ferroviario da Reggio Calabria a Messina, che avrebbe una campata unica di 3.300 metri. Con un tunnel subalveo, ricavato sotto all'alveo del mare, poi si eviterebbe di scavare 51 chilometri di gallerie per arrivare allo Stretto, sia dal lato Sicilia che da quello della Calabria.

Una galleria naturale i cui tempi di percorrenza sarebbero migliori di soli circa 15 minuti tra Messina centro e Reggio Calabria centrale. "Il tunnel subalveo salvaguarda la bellezza naturale dello Stretto e minimizza la necessità di espropri che molto hanno contribuito a fare crescere il movimento No Ponte. Abbiamo oggi la possibilità e gli strumenti per mettere in atto ciò che scrisse nel 1870 l'ingegnere Albero Carlo Navone", ha detto all’Agi l'ingegner Saccà, che ha spiegato che l’ipotesi dal punto di vista geomorfologico si fonda sull’esistenza nello Stretto di una "sella" tra Villa San Giovanni e la Contrada Arcieri di Messina. Una zona profonda 170 metri e larga 2 chilometri che può essere scavata sotto di 50 metri ed è perfetta per un tunnel sottomarino.

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I costi e i tempi per la costruzione

Ma quanto verrebbe a costare il tunnel sottomarino nello Stretto di Messina? E in quanto verrebbe costruito? Saccà non ha dubbi e prevede la realizzazione in circa 5 anni, ad un costo di 1,5 miliardi di euro, a cui  però vanno aggiunti i prezzi per tutte le opere in aggiunta, accessorie e compensative, che dovranno essere realizzate sia in Calabria sia in Sicilia, a partire dalle nuove stazioni ferrovarie che allungherebbero i binari di Catania e Palermo.

Il progetto del solo tunnel, con due gallerie a 100 m sotto il livello del mare, rispetto al ponte a campata unica di 3.300 metri, inoltre avrà minori costi di gestione, manutenzione e pedaggio oltre ad un minore impatto ambientale e minore dipendenza da condizioni meteorologiche.    

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Tunnel sì o tunnel no?

Il tunnel sottomarino però solo come ipotesi ha fatto infuriare Bruno Finzi, presidente dell'ordine ingegneri di Milano, che sempre all'Agi ha detto: "Mio papà si rivolterebbe nella tomba perchè ha fatto più di venti anni di lavoro sulle varie analisi di fattibilità dell'attraversamento dello Stretto di Messina. Venti anni di studio molto accurato che sono poi finiti nel determinare che la soluzione migliore era quella del ponte a campata unica, anche perchè non dimentichiamo che la Sicilia e la Calabria si staccano di staccano di tre centimetri all'anno. C'è una faglia sismica importante che li separa".

Dello stesso avviso anche Legambiente tramite le parole di Stefano Ciafani: "Il governo Conte punta sul tunnel mentre i governi Berlusconi puntavano sul ponte ma il problema è sempre uguale. Una volta che arrivi a Messina o a Reggio Calabria ti muovi nello stesso paese che c’era tra gli anni ’60 e ’70. Questo Paese, più che di parole e di annunci, ha bisogno di grande concretezza. È un Paese che non vuole più essere preso per i fondelli".

Mentre invece per Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori basta che qualcuno inizi a fare qualcosa: "Al momento una posizione ufficiale degli architetti non c'è perché l'idea è stata lanciata ieri e non c'è stato il tempo di un confronto. Posso dire che riteniamo assolutamente necessaria una infrastruttura di collegamento con la Sicilia, che sia un ponte o un tunnel sottomarino. Sarebbe di grandissima importanza per lo sviluppo del Sud, per far arrivare l'Alta velocità ferroviaria sull'isola. Ma non posso non manifestare la mia perplessità che se ne parli ora dopo aver speso 320 milioni di euro di soldi dei contribuenti".

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