Quando hai in casa una piccola hot-hatch del calibro di Fiesta ST, è “facile” trasformare un crossover come Puma, che sportiveggiante di per sé lo è già nel design, in Ford Puma ST. Servivano i cavalli per battezzarlo prodotto Ford Performance, e arrivano dal motore 1.5 litri Ecoboost, un turbo 3 cilindri che potrebbe apparire frazionamento insolito per la sportività. Fiesta ST ha dimostrato tutt’altro: ha i numeri giusti.

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Su Puma ST si confermano i 200 cavalli e 320 Nm di coppia motrice, il sistema di disattivazione di un cilindro ai carichi parziali e i consumi che ringraziano: 6,9 lt/100 km il dato registrato nel ciclo WLTP.

Le prestazioni di Puma ST non deludono

Efficienza, sì, però conta quanto sa emozionare, quanto dice di saper graffiare. Fa i 220 orari di velocità massima (232 orari Fiesta) e in accelerazione ferma il cronometro a 6”7 sullo 0-100 orari (2 decimi più lento di Fiesta ST). Più grande, spazioso, certamente versatile – e un po’ più pesante, con 1.358 kg in ordine di marcia –, Puma ST ha nei numeri una proposta al momento senza vere rivali dirette sul mercato. 

I 4,22 metri di lunghezza e i 456 litri di volume nel bagagliaio – compresi gli 80 della botola Mega Box – sono la carta giusta per convincere su una sportività completa, sfruttabile sempre in famiglia.

Scavando sotto le linee di un design reso più aggressivo dai cerchi da 19 pollici, dal doppio terminale di scarico con valvola attiva di controllo, dalla calandra dedicata, dai sedili sportivi Recaro, si scoprono interventi tecnici di sostanza.

Così l'assetto asseconda la sportvità

Diverso da Ford Puma, ST lo è per le barre antirollio dal diametro maggiorato (24 mm davanti e 28 mm dietro), un ponte torcente irrigidito del 50%, freni con dischi del 17% più grandi – 325 mm all’avantreno e 271 mm al retrotreno -, tarature degli ammortizzatori e spire delle molle modificati. Soprattutto, un differenziale Quaife meccanico, disponibile a richiesta. È il pezzo pregiato per scaricare sull’asfalto tutti i newtonmetro dell’1.5 litri in modo efficace e senza perdite di aderenza. 

Le modalità di guida

A corredo, le modalità di guida con una proposta Track dal controllo di trazione disinserito e l’ESC tarato per l’utilizzo in pista, quindi dall’intervento minimo – controllo di stabilità a sé con tre regolazioni, fino al disinserimento –. In modalità Eco si privilegiano i bassi consumi, in modo Sport, invece, la mappatura del motore e la risposta dell’acceleratore danno un’erogazione e risposta più pronta, i controlli elettronici lasciano un po’ più libertà prima dell’intervento e la sonorità dello scarico viene amplificata.

Nel perfezionare l’assetto del crossover urbano, i tecnici hanno modificato anche le caratteristiche dello sterzo, rendendolo più diretto grazie a interventi sui braccetti e le teste sui mozzi, oltre ad aver rivisto la cremagliera.

Il Launch Control convive col manuale

Detto della presenza del Launch Control, per partenze fulminee anche con la presenza di un cambio che resta il manuale 6 marce: l’attivazione porta una grafica specifica nella strumentazione da 12,3 pollici – abbinata a un infotainment connesso SYNC 3 da 8 pollici –, basterà schiacciare l’acceleratore a tavoletta e rilasciare la frizione completamente quando a schermo verrà dato l’ok: l’elettronica gestirà l’erogazione ottimale di coppia motrice per lo spunto nei primi metri.

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