Bizzarrini. Un nome veramente particolare e che con molta probabilità neanche i più appassionati conoscono in maniera perfetta. Non tanto per la qualità delle sue auto – tutte le vetture costruite, infatti, risultano ancora oggi dei veri gioielli di design -, ma perché la sua storia è stata veramente un piccolissima parentesi all’intero dello sconfinato mondo automobilistico.

Oggi, tuttavia, lo storico Marchio italiano fondato da Giotto Bizzarrini nel lontano 1964 potrebbe tornare a nuova vita grazie alla divisione automotive di Pagasus Brands, che con tutta probabilità affiderà la rinascita della Casa livornese a tre ex manager di Aston Martin.

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Una storia tutta italiana

Quando si parla di auto si sa, l’Italia è prima in fatto di qualità e performance. Basti pensare a Ferrari, Alfa Romeo, Maserati, Lamborghini, Bugatti e chi più ne ha più ne metta. Non tutti sanno, però, che in mezzo a questi giganti dell’automobilismo un posticino se lo era ritagliato anche Bizzarrini.

La Bizzarrini, infatti, è stata una azienda automobilistica fondata a Livorno nel lontano 1964 da Giotto Bizzarrini – considerato da molti come il re degli ingeneri -, un giovane laureato in ingegneria meccanica con la passione per la velocità e le belle auto. Seppur breve, la sua storia è stata caratterizzata da produzioni di tutto rispetto, come la 1900 GT Europa, la 5300 GT Strada, la 5300 Spyder o la BZ-2001 (one-off prodotta molti anni dopo la chiusura). Tutte frutto di quella straordinaria mente livornese, che aveva fatto la gavetta tra Maranello – lavorando alla Ferrari Testa Rossa -, Sant’Agata Bolognese – dove lavorò al primo leggendario motore 3.5 V12 montato sulla Lambo 350 GTV - e a Bressano presso la fabbrica di Iso Rivolta.

L’inizio di una breve avventura

Dopo le esperienze con i grandi del settore, Giotto Bizzarrini decise di fondare una sua personale casa automobilistica e nel 1964 diede vita al progetto Prototipi Bizzarrini, successivamente rinominato solo Bizzarrini nel 1966. Purtroppo quella che sarebbe potuta essere una brillante casa automobilistica da lì a poco sarà costretta a chiudere le porte della fabbrica. I modelli prodotti funzionano, ma l’impresa no: in azienda mancano persone in grado di tenere sotto controllo la contabilità e la Bizzarrini inizia ad intravedere la strada del declino. Si conclude così nel 1969 la storia di uno dei marchi meno longevi del panorama automobilistico, con diverse centinaia di modelli costruiti – oggi dall’enorme valore – e una one-off (la BZ-2001) commissionata a Giotto Bizzarrini su richiesta di un facoltoso appassionato tra il 1992 e il 1994.

Tuttavia, l’idea di costruire macchine sportive dal carattere italiano potrebbe oggi rinascere grazie Ulrich Bez, che in Aston Martin ha ricoperto la carica di AD dal 2000 al 2013, a Christopher Sheppard, un ex responsabile di Aston Martin e a Martin Janette Green, che in passato ha avuto diversi incarichi dirigenziali nel marketing della casa automobilistica inglese.

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