Uno studio condotto dall'Università di Riverside, California, getta dubbi sugli effetti che provocano gli odori e i profumi delle auto sul corpo umano. Quel mix di sostanze chimiche dei tessuti, adesivi e deodoranti, infatti, (quello che tutti comunemente definiscono "odore di auto nuova") è in realtà, secondo gli studiosi, il risultato di qualcosa chiamato off-gassing.

L'ESPOSIZIONE AUMENTEREBBE IL RISCHIO

Nel corso del tempo, infatti, le sostanze chimiche utilizzate in pezzi degli interni dell'auto si fanno strada lentamente nell'aria attraverso questo processo, e proprio quell'odore combinato è quello che sentiamo nei nuovi veicoli. Lo studio ha stimato fino a che punto l'esposizione di una persona ad agenti cancerogeni noti sarebbe andata oltre i livelli di sicurezza, basandosi sul tempo dei viaggi dei pendolari e sui livelli di alcune sostanze chimiche rilevate nelle automobili in studi precedenti. Ne è venuto fuori che l'esposizione a queste sostanze chimiche, principalmente benzene e formaldeide, supererebbe quello che le autorità sanitarie californiane considerano un livello di sicurezza.

I MARCHI DOVREBBERO UTILIZZARE MATERIALI MENO NOCIVI?

Ovviamente, l'analisi non vuole affermare che i profumi delle nostre auto siano cancerogeni. Anche perché, qualora una sostanza cancerogena diventi effettivamente nociva, questo dipende dalle dosi e dalla frequenza con cui si è soggetti a essa. Ciò non toglie che le case automobilistiche possano considerare, per il futuro, di utilizzare materiali meno nocivi.