Dallara EXP, Aldo Costa svela i segreti dell'arma totale da pista

Dallara EXP, Aldo Costa svela i segreti dell'arma totale da pista

La versione più estrema della vettura ha debuttato in pista, ad Imola, durante l'Historic Minardi Day, guidata da Aldo Costa, ex progettista di F1 in Ferrarie Mercedes e ora direttore tecnico della Dallara. L'ingegnere ci ha raccontato alcuni dettagli particolari dell'auto

di Alberto Sabbatini

29 agosto

Al Minardi Day di Imola c’è stato il debutto pubblico della Dallara EXP (leggi qui), la versione più spinta ed estrema della Dallara Stradale. Una berlinetta non omologata per la circolazione stradale ma costruita su misura per i track days e per i gentlemen driver che vogliono divertirsi in pista con un’auto dal rapporto peso/potenza eccezionale. Un tipo di richiesta che nel modo sta aumentando a dismisura.

Dallara EXP, debutto a Imola al Minardi Day

Dallara EXP, debutto a Imola al Minardi Day

La Dallara EXP, la versione estrema e solo per la pista della Dallara Stradale, ha fatto i suo debutto in pista a Imola, guidata da Aldo Costa, l'ex ingegnere di F1, pilastro dei successi di Ferrari e Mercedes, ora direttore tecnico in Dallara

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Non sfigura in mezzo a vecchie glorie

Fra tante Formula 1 del passato come le varie Ferrari di ogni generazione del secolo scorso (dalla 126 C4 turbo alla 312B di Ickx del 1970), in mezzo a Minardi, Tyrrell, March, Jaguar, Lotus, Surtees, Shadow e numerosissime vecchie vetture sport prototipo degli anni ‘70 e ‘80, che ci stava a fare una modernissima Dallara? Per di più Stradale? Ci stava eccome. Prima di tutto perché le prestazioni della Dallara EXP sono a livello di una GT da corsa moderna.

Il battesimo fatto da Aldo Costa

E secondo perché a portarla al debutto pubblico davanti a migliaia di appassionati è stato lui: l’ingegner Aldo Costa. Progettista di grido in F1, ex Minardi, ex Ferrari e soprattutto ex Mercedes. L’uomo che ha costruito le F1 vincenti di Hamilton e Rosberg degli ultimi sei anni. E che, lasciata nel 2019 la squadra della stella quando era ancora color argento, è andato alla Dallara a ricoprire il ruolo di direttore tecnico. La Dallara EXP è nata sotto le sue mani. E ci ha tenuto a portarla al debutto in pista lui stesso. Con tuta e casco. Già perché Aldo Costa, oltre che progettista di fama, è anche un buon pilota gentleman. Si diletta a guidare – quando ne ha l’occasione – le auto da lui progettate. Nel 2018 Toto Wolff, come regalo di addio alla Mercedes, gli fece guidare proprio al Minardi Day la Mercedes F1 W04, l’ultima F1 con la stella col motore V8 aspirato prima dell’era ibrida. Monoposto che fu anche la prima Mercedes F1 a vincere diverse corse in una stagione (l’anno 2013) ed anche una delle prime progettate proprio da Aldo Costa.

Dallara EXP, quasi come una F1

L’emozione di guidare una sua creatura, Aldo Costa l’ha ripetuta ad Imola sabato 28 agosto. Certo, la Dallara EXP non ha la brutalità di una Mercedes F1 ma è comunque un’auto da trattare con i guanti e difficile da portare al limite. "Si tratta di una profonda evoluzione della Dallara Stradale", racconta Costa, "di cui conserva il telaio monoscocca in carbonio, il motore turbo (è il 4 cilindri Ford di 2,3 litri della Mustang) e la forma generale della carrozzeria; tutto il resto invece è stato elaborato secondo i principi racing per trasformare la Dallara da Stradale sportiva ad un’auto da circuito. C’è un nuovo sistema di sospensioni con componenti agonistici, un impianto frenante racing della Brembo, il motore è stato potenziato dai 400 cv della Stradale ai 500 di questa EXP e la coppia è aumentata da 500 a 720 Nm. Inoltre c’è un’elettronica evoluta per il motore e la trasmissione con un traction control di tipo racing. Questo ci ha costretto ad aggiungere un paio di pomelli in più su volante e plancia per la regolazione fine del controllo di trazione che però permettono al pilota di avere un ventaglio di possibilità di controllo più ampio".

"Ma soprattutto", continua Aldo Costa, "la EXP ha subìto una profonda evoluzione aerodinamica. Una nuova ala posteriore di maggiore dimensione e il fondo vettura ridisegnato in galleria del vento ci hanno permesso di ottenere un carico a terra, una downforce veramente esagerata. Pensate che la EXP ha un carico a terra di 1250 kg in velocità quando la Dallara Stradale normale ha una downforce inferiore di un terzo: 820 kg di spinta. Questo significa che l’aderenza dlela nostra EXP è davvero incredibile. Infatti stamattina (sabato 28 agosto, ndr) al primo contatto in pista ho dovuto guidarla sul bagnato con un po’ di circospezione addosso. E invece che spaventarmi, mi sono trovato a mio agio grazie all’eccezionale tenuta di strada E mi sono davvero divertito al volante".

"La cosa di cui siamo orgoglios", dice ancora Costa, "è che a fronte di tutta questa elaborazione, siamo riusciti a non aumentare il peso. La EXP pesa 890 kg, poco più della Stradale standard, nonostante abbiamo dovuto aggiungere un sacco di componenti per gestire l’aumento di potenza: ad esempio l’impianto di raffreddamento è stato rivisto, ha specifiche racing e addirittura abbiamo utilizzato gli intercooler di derivazione F1 per tenere basse le temperature di esercizio. Tutti componenti più complessi e sofisticati; ma proprio perché di derivazione racing, pesano poco e ci hanno permesso di restare al di sotto dei 900 kg di peso".

Questo significa che la Dallara EXP ha un rapporto peso/potenza di 1,78 kg per cavallo. Il più basso in assoluto per un’auto stradale dopo la Ferrari SF90. Che però di cavalli ne ha mille. Tutte le altre hypercar, da Ferrari 812 a Lambo Aventador, a McLaren Senna, passano i 2 kg/cv. Questo ridotto rapporto peso/potenza significa che la Dallara EXP va fortissimo nelle curve prima ancora che nei rettifili. Quanto forte però? Invece che in termini di velocità massima, l’ingegner Costa da bravo uomo racing preferisce parlare di tempi sul giro.

"La Dallara EXP, nelle mani di un pilota com Antonio Fuoco, ha girato al Mugello in 1’45”7, cioé più rapida delle GT3, che sono auto da corsa di maggior cilindrata e potenza. Vetture nate per correre in pista". Il che è tutto dire.

Mercato delle vetture da pista è in crescita

Ma ha un senso tutto questo sforzo tecnologico per una hypercar che non può nemmeno essere omologata per la circolazione stradale (perché ha gomme slick, serbatoio in gomma antifiamma e cinture di sicurezza a sei punti)? Che mercato può avere? "Molto più grade di quel che si può immaginare», replica ancora Costa. «Il mercato delle hypercar per track days, vetture velocissime da utilizzare solo in pista che assicurano divertimento e fun to drive, è in grande aumento. Non tanto in Italia quanto all’estero, negli Usa e nell’est asiatico. Finora quel tipo di appassionato facoltoso che voleva un’auto da track day doveva orientarsi su una GT3, un’automobile che però è più impegnativa da guidare e da gestire nella messa a punto proprio perché è un’auto puramente da corsa. E soprattutto costa quasi mezzo milione di euro e servono diversi meccanici per gestirla sulle piste. La Dallara EXP costerà la metà ed è molto più accessibile nella guida, nella gestione nel garage e nel prezzo".

Quanto accessibile? 260mila euro. Un giocattolo costoso per adulti. Ma molto più a buon mercato di hypercar estreme come la Ferrari FXX-K, la McLaren Speedtail o la Lambo Siàn che sono veramente milionarie.

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