Il rapporto è nell'ordine del 10 a 1, in termini di vendite annue. Volumi che, per Ferrari, si attestano poco oltre le 9.000 unità, poi Lamborghini a quota 8.000. Rarità assolute se si guarda in casa Pagani. In una parola: la Motorvalley a quattro ruote. Fornitori esclusi.

Area geografica dei sogni e delle super e hypercar. Vuol dire costruttori, case automobilistiche, icone. Vuol dire anche un corposo indotto di fornitori e un rischio concreto, sociale ed economico, dalla transizione forzata verso l'elettrico. Obiettivo ambizioso oltremodo, fissato dalla Commissione Europea, nella visione Fit for 55.

L'eccezionalità della Motorvalley

Ai volumi di vendita di una Ferrari si contrappone una Porsche oltre quota 80 mila unità l'anno. Porsche che abbraccia l'elettrico e al Salone di Monaco lancia la show car Mission R. Porsche che, attraverso l'a.d. Oliver Blume, contesta la possibilità che in sede europea si apra alle richieste italiane. Richieste allo studio, introdotte dal ministro della Transizione ecologica, Roberto  Cingolani, di un'esenzione da riconoscere alle case costruttrici italiane di supercar, in ragione dei ridottissimi volumi produttivi in gioco e delle sfide enormi di una trasformazione al solo elettrico. 

No a ripensamenti

Secondo Blume sarebbe un errore per l'Unione Europea aprire a un'eccezione sul piano normativo Fit for 55, no all'esenzione quindi sui tempi previsti per l'uscita di scena del motore termico. Intervistato da Bloomberg, ha aggiunto: "L'elettrico sarà imbattibile nel prossimo decennio, sul piano delle prestazioni". A oggi, il fattore estremamente penalizzante sta nel peso delle batterie, che incide enormemente sulle masse e va nella direzione opposta ai canoni classici della vera sportività. 

Leggi anche: Lamborghini annuncia "Direzione Cor Tauri"

"La decarbonizzazione è un tema globale e tutti devono contribuirvi, anche marchi come Ferrari", ha aggiunto Blume. A Maranello la prima elettrica verrà presentata nel 2025.