Una Fiat sportiva con motore 8 cilindri: è questo che pubblico e addetti ai lavori del Salone di Ginevra 1952 si ritrovano di fronte quando scoprono la 8V Berlinetta. Una macchina che in realtà non doveva nascere, e che in origine doveva essere molto diversa e destinata a un mercato specifico. Una rarità, al giorno d'oggi, proposta da RM Sotheby's, che ha messo all'asta uno dei pochi esemplari realizzati negli anni '50.

NATA PER GLI AMERICANI E POI BOCCIATA

La Fiat "Ottovù", come viene simpaticamente soprannominata, nasce non per precisi piani industriali del marchio italiano, ma per esigenze politiche. Il premier De Gasperi commissiona infatti al presidente Valletta una nuova vettura per il mercato americano, da lanciare in segno di ringraziamento agli USA per gli aiuti post-guerra del Piano Marshall. E la macchina deve piacere agli americani: deve cioè essere una berlina voluminosa e possibilmente dal motore esagerato. L'ingegner Giacosa progetta un motore a 8 cilindri (il 104) e un telaio (il 106) ad hoc, con Pininfarina a occuparsi della parte estetica. L'idea primaria, quella di realizzare una berlina, viene però presto accantonata. Gli americani dissero "no, grazie" e in Fiat restarono con una macchina e un motore inutilizzato.

PROGETTO DI UNA BERLINA SPORTIVA

Per non sprecare il lavoro fatto, Giacosa e i vertici della Casa decisero di aggiornare l'immagine del marchio, proponendo una berlinetta sportiva in grado, secondo le loro intenzioni, di poter rivaleggiare con concorrenti come Ferrari o Maserati. Piano ambizioso, certo, ma pertinente: le forme della neonata 8V sono sinuose abbastanza da non temere il confronto con le rivali più blasonate.

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L'ingegner Luigi Fabio Rapi curò la carrozzeria in acciaio, le sospensioni a ruote indipendenti debuttarono per la prima volta in una Fiat, il motore 8 cilindri da 2 litri e 105 cavalli venne abbinato a un cambio a quattro marce, con potenza scaricata a terra dalla trazione posteriore. Velocità massima di 180 km/h. Insomma, una sportiva a tutti gli effetti, dal costo di oltre 2 milioni e 800mila lire, all'epoca evidentemente eccessivi per una Fiat.

L'ESEMPLARE ALL'ASTA

Fu forse per questo che il modello non ebbe tanto successo. Ma le quotazioni, oggi, sono salite vertiginosamente. RM Sotheby's ha deciso di mettere all'asta l'esemplare con telaio numero 000011. La prima serie, quindi, distinta dalla cosiddetta Serie II, che partì dal numero telaio 000035 (114 le unità totali prodotte fino al 1954).

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La vettura all'asta, dalla verniciatura Grigio Rosato, è stata completamente restaurata negli ultimi anni, dalla meccanica del motore fino al rivestimento dei sedili, passando per i cerchi delle ruote. Ha già partecipato e vinto nei vari Concorsi d'Eleganza. Per acquistarla si parte da una base d'asta di 1.300.000-1.600.000 franchi svizzeri, che corrispondono a circa 1.200.000-1.500.000 euro. L'evento si terrà il prossimo 17 settembre a St. Moritz, in Svizzera.