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La crisi dei chip mette in ginocchio il mercato auto: perdita di 13,5 milioni di vetture

La crisi dei chip mette in ginocchio il mercato auto: perdita di 13,5 milioni di vetture

Secondo la società di analisi londinese IHS Markit, il settore dell'auto perderà cifre altissime di esemplari nel biennio 2021-22 

di Lorenzo Lucidi

21 settembre

La crisi dei chip continua a farsi sentire sul mercato dell'auto, portando ritardi pesanti nelle consegne e costringendo tutti i Costruttori a ridimensionare la propria produzione. Una situazione destinata a perdurare ancora a lungo, e che si farà sempre più drammatica per il settore. Secondo la società di analisi IHS Markit, nel biennio 2021-22 saranno 13,5 milioni i veicoli persi a causa della carenza dei chip, con le forniture che torneranno a normalizzarsi solo a 2023 inoltrato. Una situazione in peggioramento rispetto ai precedenti rapporti.

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Crisi dei chip sempre più pesante per il mercato 

Al settore auto, la crisi dei chip potrebbe arrivare a costare 13,5 milioni di veicoli da qui al 2022, a causa delle mancate produzioni determinate dall'assenza di componenti. Numeri assai elevati, se si considera che il mercato europeo assorbe in un anno circa 18 milioni di auto, e quello statunitense 16. A delineare questo quadro per nulla incoraggiante è la società di analisi londinese IHS Market, che ha rilasciato un rapporto relativo all'evoluzione del mercato automobilistico nei prossimi anni in relazione alla ormai endemica carenza di componenti elettroniche.

Nello specifico, IHS ha calcolato che nel biennio 2021-2022 si arriveranno a perdere 13,5 milioni di unità (5 milioni quest'anno e 8,5 il prossimo), cui si aggiungerebbe un ulteriore milione di auto nel 2023. Alla fine della crisi, quindi, il bilancio totale degli esemplari persi dall'intero settore automobilistico globale sarebbe di quasi 15 milioni. Sulla produzione mondiale di auto, il calo si attesterà a -6,2% nell'anno in corso, e a -9,3% nei prossimi 12 mesi. Nel 2023 finalmente la situazione dovrebbe normalizzarsi, anche se una vera e propria ripresa si vivrà soltanto nel biennio 2024-25. Anni per i quali IHS ha previsto un aumento del 3,2 e del 2,4%, con una produzione globale che sfiorerà i 99 milioni di unità.

Intanto, per arginare gli effetti di questa crisi, aziende e istituzioni stanno correndo ai ripari per rendersi autonome dai pochi fornitori oggi esistenti.

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