Alfa Romeo su misura, solo su ordinazione. La restaurazione del Biscione passa non solo per i nuovi modelli, ne sono stati prefigurati cinque per il 2026, ma per un nuovo modo di vendere: quasi esclusivamente su richiesta.

Built to order”, così l’ha definita Jean-Philippe Imparato, CEO del Biscione.  Un cambio di registro, che prospetta un miglioramento netto nella qualità, la fine degli sconti e un impegno importante per l’azienda.

Non dobbiamo produrre auto che non hanno clienti perché gli stock sono un cancro - ha detto Imparato - nessuna macchina deve restare più di 90 giorni nei parcheggi. Si può decidere in base alla destinazione geografica, producendo ad esempio prima le auto che andranno negli Usa e in Giappone che hanno tempi di logistica più lunghi. La vita delle fabbriche non cambia, ma c'è più controllo sulla produzione e nella logistica”.

Una sfida decisiva

Una scelta votata a costi più contenuti, mirati, per la produzione e per evitare sprechi. La domanda è se la stessa produzione è destinata a calare: le prospettive di cinque modelli, invece delle attuali Giulia (sul mercato dal 2016) e Stelvio (2017) dovrebbero scongiurare questa ipotesi.

E’ normale assemblare auto quando si hanno clienti. Dal 2023 l’80% delle nostre vetture sarà realizzata in questo modo”. Ha chiosato Imparato, con estremo pragmatismo.

Alfa Romeo sarà chiamata a cambiare un modello che persisteva da decenni: produrre on demand sarà una grande sfida.

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