Correva l’anno 1986. E compariva il primo display touchscreen su un’auto, una Buick Riviera. A differenza degli schermi Lcd contemporanei con grafica ad alta risoluzione e a colori, l’antenato dei pannelli tattili di oggi era realizzato con un tubo catodico che proiettava scritte e simboli molto elementari di colore verde su uno schermo a sfondo nero.

Al conducente dava la possibilità di impostare la radio e il climatizzatore o di ricevere la diagnosi dell’auto, i dati di consumo e sul viaggio, i livelli di olio e batteria, oltre al numero di giri del motore.

Era una grande novità, che a distanza di 30 anni ci appare come una vera e propria innovazione “disruptive”. E questo perché oggi è consuetudine di molti impostare il navigatore, scegliere la stazione radio, comandare il condizionatore, inviare messaggi e molto altro ancora toccando, o semplicemente sfiorando, dei simboli e delle icone sullo schermo installato in plancia. Esattamente come si fa con uno smartphone.

L'era delle levette e dei bottoni analogici è veramente finita? Forse ancora no, ma è indiscutibile il fatto che i display touch abbiano trovato spazio in quasi tutte le auto di nuova generazione, e saranno un punto fermo di quelle del futuro. Per contro, le sue peculiarità non convincono ancora tutti, memori forse del palese scetticismo sulla sua utilità (rispetto ai costi e all’aumento del livello di distrazione alla guida) sollevato sul conto del primo touchscreen.

Nel 1990, è storia, la Buick ne bloccò l’impiego perché, di fatto, costringeva a distogliere lo sguardo dalla strada per inserire delle modifiche. La modalità d’uso del touch non è cambiata molto, ma in 30 anni sono stati fatti passi in avanti enormi per migliorare l’user experience di questa tecnologia. Pensare di privarsene, in un abitacolo che sarà sempre più farcito di strumenti digitali, sembra davvero difficile.

Detto questo, è anche vero che la nuova frontiera dei cruscotti guarda alla guida autonoma e quindi a capacità “sensoriali” di tecnologie, come l’AirTouch di Bmw, che vanno ad eliminare il contatto fisico con gli schermi integrati nella plancia. I nostri gesti verranno letti in formato tridimensionale, il computer di bordo riconoscerà i passaggi necessari per generare un’azione e li mostrerà in anticipo, permettendo al guidatore di focalizzare tutta l’attenzione sulla strada.

Sulla nuova berlina Serie 5, intanto, la casa tedesca propone uno schermo centrale che a richiesta può diventare un’interfaccia touch da 10,25 pollici controllabile con il iDrive Controller, i comandi vocali, il tocco delle dita e anche con i comandi gestuali. All’orizzonte, come dimostra il concept i8 Spyder, la presenza dei display tattili a bordo delle vetture Bmw è destinata ad aumentare soprattutto in funzione dei momenti di guida autonoma dell’autoveicolo; da qui l’idea di uno schermo da 21 pollici posizionato davanti al passeggero e leggermente inclinato verso il guidatore, con cui interagire attraverso gesti “in aria” delle mani.

Anche i controlli gestuali della compatta elettrica Golf e-Touch di Volkswagen, dotata di serie di un sistema di infotainment con grande schermo capacitivo da 9,2 pollici con icone funzionali configurabili, vanno in questa direzione, a tutto beneficio del comfort e della sicurezza di chi sta nell’abitacolo. Limitare la discussione alla presenza o meno della tecnologia touch, ai suoi pro e ai suoi contro, rischia però di essere riduttivo. Soprattutto se guardiamo al futuro prossimo dell’auto.

Prendiamo l’esempio di Audi. Con il suo “Virtual cockpit” la casa dei Quattro Anelli ha ridisegnato l’intero frontale del quadro strumenti e rispetto a questa filosofia ecco che gli interni del prototipo di Suv elettrico “e-tron quattro” e della A8 si caratterizzano per la presenza di schermi in alta definizione a tecnologia Amoled con funzionalità Touch Response e dotati di feedback tattile, sensori di forza e rilevazione dei movimenti. Nella nuova TT RS, come nella R8 Spyder, troneggia invece uno schermo da 12,3 pollici posizionato dietro al volante; completamente configurabile, racchiude tutte le informazioni utili alla guida (dal classico contagiri fino ai dati di navigazione e del computer di bordo) e lascia decidere al guidatore quali di queste visualizzare.

Il cambiamento del modo di vivere la strumentazione di bordo, ormai imprescindibile grazie alla sempre più stretta integrazione con gli smartphone, trova applicazione anche in casa Volvo, che per la nuova station wagon V90 ha previsto un display tattile da 9 pollici posizionato in verticale che fa da cuore del sistema Sensus. L’interfaccia è stata totalmente ottimizzata al touch, per cui niente tasti di contorno (a parte uno che fa accedere subito alla schermata Home): per qualsiasi cosa bisogna passare dallo schermo, climatizzatore compreso.

Da Nissan (vedi la nuova Micra) a Ford passando per Citroën sono tante le case che vedono nella presenza delle interfacce touch in plancia un elemento di maggiore connessione fra conducente/ passeggeri e servizi connessi/ digitali. Della casa francese spicca, per esempio, la dotazione del nuovo Suv 3008, in cui campeggia un grande touchscreen da 8 pollici a tecnologia capacitiva caratterizzato da sei tasti stile pianoforte (“toggle switch”) che consentono un accesso diretto e permanente alle principali funzioni di infotainment, dalla radio ai parametri del veicolo fino alle applicazioni mobili.

Tattili sono quindi gli schermi che equipaggiano la nuova Kuga con a bordo il Sync 3, l’ultima generazione del sistema di connettività e comandi vocali dell’Ovale Blu, impreziosita da un pannello capacitivo da 8 pollici con funzione “pinch & swipe” . E touch sono da tempo i display del sistema UConnect di Fca, a cominciare dal 7 pollici posizionato nella parte superiore della plancia della Fiat 500 S. La volontà dei costruttori di limitare i rischi di distrazione alla guida riconducibili alla presenza di uno o più “monitor di servizio” comandabile in punta di polpastrello non ha dunque sbarrato la strada all’avanzata del touch nell’abitacolo.

Anche una casa paladina del rigore come Mercedes, se ci pensiamo bene, ha “ceduto” a questa rivoluzione. La nuova Classe E Station Wagon, per esempio, è una familiare premium che fa della tecnologia nel campo dei sistemi di assistenza alla guida uno dei punti di forza e che accoglie in plancia due enormi schermi (da 12,3 pollici l’uno) dedicati rispettivamente al sistema di infotainment e alla strumentazione, entrambi personalizzabili a piacimento con semplici movimenti delle dita anche attraverso i pulsanti Touch Control al volante.Al loro fianco nella consolle centrale, c’è un touchpad con controller in grado di riconoscere la calligrafia.

E che dire della X-Class, il primo pick-up della Casa della Stella? Si tratta di un concept, è vero, ma le due versioni esposte al Salone di Los Angeles 2016 sono molto simili a ciò che vedremo a breve nei concessionari. E di serie presentano un sistema di infotainment che si comanda sia dallo schermo touch sia dal touchpad multifunzione.