Mentre i due piloti della McLaren, Hamilton e Button, si sbizzarrivano a Valencia nelle prove libere del Gp d’Europa, Auto è andato a casa loro. Per guidare la loro supercar. Auto è il primo fra i giornali italiani che ha avuto la possibilità di guidare su strada aperta la nuova Mp4-12C, la berlinetta stradale che segna il ritorno della McLaren come costruttore di automobili sportive. Una GT raffinata e ipertecnologica che ha già fatto impensierire Ferrari e Lamborghini.

Un test breve ma significativo, svolto in Inghilterra, nei dintorni della fabbrica McLaren. Non certo l’ideale per mettere alla frusta i 600 cavalli del V8 biturbo della Mp4-12C e valutare il raffinato handling di questa GT; ma sufficienti per avere un’idea precisa dell’enorme potenziale di questa berlinetta che arriva sul mercato delle supersportive con grandi ambizioni.

La Mp4-12C è un’auto che dal costruttore viene definita senza compromessi. Ma ciò non significa che sia rigida o scomoda. È una GT capace di mostrare due facce di solito in antitesi nelle berlinette sportive: prestazioni e comfort. Elevatissima tenuta di strada e grande maneggevolezza. Il segreto è nel peso ridotto della vettura, un pizzico sopra i 1300 kg a secco. Per contenere le masse la McLaren ha usato una tecnologia che conosce bene dai tempi della F.1: la fibra di carbonio. La Mp4-12C è la prima GT di questa categoria media ad avere una scocca interamente in carbonio; la vasca pesa appena 75 kg la carrozzeria viene applicata sopra, con diversi elementi in alluminio e fibre plastiche. Anche il motore è molto compatto sempre all’insegna del minimo peso: è un V8 di "soli" 3,8 litri (progettato da McLaren ma costruito dalla ditta inglese Ricardo) recuperando con la sovralimentazione biturbo coppia e cavalli in abbondanza per stare al passo (o davanti) a rivali come Ferrari 458 e Lambo Gallardo che con i loro aspirati pur di maggior cilindrata restano un pizzico indietro ai 600 cv della McLaren Mp4-12C

Innovativo poi il sistema di sospensioni, denominato ProActive con un complicato sistema di fluidi idraulici controllati da una pompa che sostituisce le tradizionali barre meccaniche e svolge l’azione anti-rollìo. Il vantaggio di questo sistema è che la macchina diventa rigida e resistente al rollìo quando si accelera a fondo o si gira lo sterzo con forza come si fa nella guida sportiva, ma si "riaddolcisce" quando lo stile di guida torna a moderarsi

Al volante la McLaren Mp4-12C dimostra che le teorie dietro il suo progetto si tramutino in realtà. La GT inglese è confortevolissima a bassa velocità, posizione di guida e seduta sono perfette; in modalità automatica è dolce e tranquilla e potrebbe guidarla senza difficoltà anche vostra sorella. Poi rivolgendo lo sguardo alla plancia trovate due selettori. Servono a variare l’handling e la velocità di cambiata. E quando si spostano i pomelli da "normal" in posizione "sport" o "track" la Mp4-12C cambia volto: schiacciando il gas a fondo la botta di potenza dei 600 newtonmetri di coppia è impressionante, la velocità di cambiata del cambio a doppia frizione 7 marce diventa istantanea. Le stradine inglesi si fanno troppo strette per la McLaren già tirando a 5/6000 giri la terza e la quarta marcia, e mancherebbero ancora tre marce e circa 2000 giri di motore.

L’accelerazione promessa pare esserci tutta, e la velocità dichiarata (330 km/h) niente fa dubitare che la si possa raggiungere davvero. Le prestazioni dichiarate della Mp4-12C sono sbalorditive: 3,1 secondi sullo 0-100 km/h di (appena 2 decimi in meno della Lambo Aventador) ma fa ancora più impressione il valore da zero a 200 km/h: 8,9 secondi. O la frenata: 30,5 metri per decelerare da 100 all’ora a zero. Se così fosse sarebbe superiore nettamente a Ferrari 458, Lambo Gallardo e Porsche 911 Turbo, tutte di qualche decimo superiori. Però McLaren stessa ammette che tutti questi valori sono raggiungibili soltanto se si adottano pneumatici Pirelli Corsa, che hanno un grip superiore; altrimenti le prestazioni peggiorano di un paio di decimi per ogni voce riportando la McLaren al passo con le rivali

La nostra impressione è che la McLaren abbia l'accelerazione spaventosa di una 911 Turbo, grazie al suo V8 sovralimentato, e una reattività degna del telaio della Ferrari 458. Però le manca il sound brutale del motore aspirato di Ferrari e Lambo che fanno venire i brividi mentre il rombo del V8 turbo inglese è più soffocato. E anche il design della carrozzeria appare più anonimo delle rivali

In Italia costerà 201.680 euro e ne costruiranno oltre mille all’anno; ma la McLaren per quest’auto ha ambizioni enormi, tanto che sta già realizzando una seconda fabbrica per assemblarla di fianco alla sua attuale sede. È il salto di qualità per l’azienda che Bruce McLaren fondò nel 1963 per costruire le proprie auto da corsa e che con Fittipaldi, Hunt, Lauda, Prost, Senna, Hakkinen ed Hamilton ha vinto 12 titoli mondiali Piloti F.1 e 8 titoli Costruttori.
Troverete l'articolo completo e gli approfondimenti del test nel numero di Auto che sarà in edicola il 15 luglio.

Alberto Sabbatini