Barcellona - Spagna  Qualche settimana fa avevamo già provato la versione R in pista in anteprima. Adesso, però, è arrivato il momento di testare la vettura su strada, soprattutto nella versione con il 3.0 V6, più avvicinabile nel prezzo e anche più gestibile nelle prestazioni. Come nel caso della convertibile, il tre litri sovralimentato con compressore volumetrico è disponibile sia nella versione da 340 CV (68.890 euro) sia in quella da 380 cv (81.690 euro). E, come per la spider, le ragioni per sobbarcarsi i quasi 12 mila euro aggiuntivi per la “S” non risiedono tanto nell’incremento prestazionale, che è percepibile ma non sostanziale (da 260 a 275 km/h la velocità massima, da 5”1 a 4”8 lo 0-100), quanto nell’allestimento, che comprende anche le sospensioni elettroniche regolabili, il differenziale autobloccante meccanico, i freni maggiorati e il sistema di scarico attivo, che rendono la F-Type Coupé un buon animale da trackday. In più, su questo modello è possibile montare anche il sistema frenante con dischi carboceramici (quasi 11 mila euro aggiuntivi) che ne completano le inclinazioni pistaiole. Chi però sognava un enorme salto qualitativo nella guida rispetto alla già notevolissima spider, potrebbe restare perplesso. Soprattutto perché il risparmio di peso è esiguo, a differenza di quanto capita nel caso di altre sportive declinate sia in versione chiusa, sia aperta. Questo dipende dal fatto che la F-Type è stata pensata fin dall’inizio come convertibile (in questa configurazione ha debuttato sul mercato circa un anno fa), di conseguenza la struttura in alluminio è stata progettata già completa dei rinforzi per mantenere la necessaria rigidità anche in assenza del tetto fisso. Sulla coupé qualcosa è stato risparmiato, grazie anche alla mancanza del meccanismo per l’apertura della capote ma, in definitiva, l’alleggerimento è dell’ordine di 20 kg, non tale, quindi, da stravolgerne il comportamento. Aumentano, naturalmente, la rigidità della struttura e la precisione di guida. I motori ricchi di coppia grazie alla sovralimentazione meccanica e la benevolenza del telaio nell’accettare eventuali manovre poco ortodosse, fanno della F-Type Coupé una GT stradale di prim’ordine, con la quale è possibile tenere medie notevolissime sui percorsi tortuosi, dove ha modo di esibire anche uno sterzo molto rapido e un avantreno efficace, anche se non ricchissimo di feedback. Il cambio automatico ZF a 8 rapporti, ovviamente comandabile anche con le leve al volante, è l’unica soluzione di trasmissione possibile, ma è perfetto per il carattere della vettura, perché sa essere morbido o spumeggiante secondo le necessità e lo si usa con piacere anche quando non è strettamente necessario per godersi gli scoppiettìi e i gorgoglìi dello scarico. C’è poi la R da 107.550 euro e 550 cv (questo motore non è invece disponibile sulla Convertible, il cui V8 di ferma a 495 cv) che scrive un capitolo diverso, perché trasforma la F-Type Coupé in un mostro che deve essere domato anche ad elettronica inserita. Se non fosse per la genuinità delle reazioni del telaio, potremmo anche parlare di motore eccessivo per una vettura di queste dimensioni e peso, ma certo è che il divertimento che ne deriva è pazzesco, anche per conducenti sportivi esperti, e per la sua “dimensione” stradale la “R” non va considerata un’alternativa alla Porsche Cayman, come le versioni V6, e neppure alla 911 Carrera, bensì alla 911 Turbo, se non addirittura alla Ferrari California. Oltretutto con prezzi “da saldo” rispetto a queste ultime due. Detto questo, la F-Type Coupé ha due vantaggi importanti rispetto alla Convertible: un prezzo più basso di circa 7 mila euro a parità di motore e allestimento ma, soprattutto, un portellone e bagagliaio degno di questo nome (407 litri) che, finalmente, permettono a quest’auto di essere impiegata come una vera granturismo, quale effettivamente è.