Tegernsee (Monaco di Baviera) L’atto secondo della Volkswagen Polo inizia esattamente dov’era arrivato: la “pelle” non cambia praticamente di nulla, con le lievi modifiche ai paraurti anteriore e posteriore difficili da percepire persino per chi le ha progettate. E allora? Il colosso Volskwagen confina la corposa evoluzione di questo fortunatissimo modello dove l’occhio non cade a prima vista, vale a dire sotto il cofano, nell’elettronica di ausilio alla sicurezza e nel comparto multimediale di bordo, riportando la vettura su un piano di squisito primato per la categoria. Tutti nuovi, ed esclusivamente già Euro 6, i motori, per cominciare: 1.0 e 1.2 benzina a tre e quattro cilindri (il primo, in due livelli di potenza, è lo stesso della Up!), 1.4 TDI sempre tre cilindri nelle versioni 75 e 90 cv. Con la nuova gamma in consegna da metà maggio, si rendono già disponibili le varianti BlueMotion con consumi ed emissioni ulteriormente ridotti, tanto che la diesel meno potente raggiunge – secondo la Casa – ben 32,2 km/litro; ad autunno, l’inedito 1.0 TSI 95 cv BlueMotion garantirà a sua volta i 24,4 km/l. Al volante, la Polo resta invece sempre sé stessa: un po’ austera, forse, nell’accoglienza, ma in realtà confortevole, rassicurante e ben rifinita, con tanto di plancia imbottita (ma l’airbag passeggero con coperchio a vista non si può vedere) ed inserti cromati. Cresce inoltre leggermente la dotazione su tutti i livelli e la Trendline di partenza include di serie il climatizzatore. La guida è docile e rilassata, prevale l’estrema stabilità e prevedibilità di comportamento ma, tra le curve, c’è spazio per buona precisione. I motori provati, invece, hanno in comune la caratteristica di “girare” bene ma di smorzare le aspettative dinamiche in virtù di erogazioni molto piatte e regolari. Anche questo è Euro 6. Il diesel da 90 cv offre un’elasticità pregevole ed ha un ronzio molto soffuso, tranne in accelerazione piena; il 1.2 TSI 90 cv sembra un diesel per elasticità e prontezza ai bassi, aggiungendovi maggior silenziosità complessiva. Ma in verità, basta ed avanza il 1.0 aspirato da 75 cv (sarà il più diffuso sul mercato) per godere di un tiro più che adeguato in modalità extraurbana nonché di adeguata “verve” per lunghi tratti autostradali: sulle autostrade tedesche, a velocità libera, abbiamo tenuto per lungo tempo medie di 150 km/h in tutto relax, con ottima silenziosità di marcia giusto lievemente perturbata dal soffuso ronzio meccanico. La sicurezza specie attiva fa grandi passi avanti: di serie su tutte l’avviso di affaticamento e la frenata anticollisione multipla, a richiesta pure cruise control attivo con mantenimento automatico distanza di sicurezza, assitenza al parcheggio. E l’elettronica di bordo galoppa col nuovo display integrato da 6”5, touch capacitivo 800x480 pixel in grado tra l’altro di replicare integralmente i contenuti del proprio smartphone (solo Android) offrendo piena connettività (Aux, Usb, Bluetooth).