BMW M3 e M4 primo test: due cilindri in meno, due turbo in più e 1.000 giri in meno per raggiungere il picco di potenza. Sembrerebbe più che sufficiente per preoccupare o, addirittura, spezzare il cuore agli estimatori del concetto originario di M3. Senza contare il disorientamento legato al fatto che adesso c’è sì una M3 ma anche svariate M4, visto che le versioni coupé, cabriolet (in arrivo a settembre) e, probabilmente, Gran Coupé prendono la nuova sigla. Ma diciamo subito che l’unica rinuncia che gli appassionati dovranno accettare - anche se forse parlare di rinunce è un po’ eccessivo – è una sonorità un po’ meno eccitante e tagliente rispetto a quella del precedente V8 aspirato. In ogni caso, se si “settano” opportunamente i tanti parametri dell’elettronica, anche il nuovo sei cilindri in linea biturbo (un compressore per ciascun gruppo di tre cilindri) tira fuori gorgheggi niente male, che non hanno nulla da spartire con quelli degli altri motori a benzina delle Serie 3 e 4. Per il resto, M3 ed M4 risultano migliorate in tutto rispetto al passato. Parliamo innanzitutto di consumi ed emissioni che, magari, per auto così non sono aspetti prioritari ma che stanno alla base della rinuncia a due cilindri e a 1.000 cc e al passaggio della M3 alla sovralimentazione, per la prima volta nella sua storia iniziata quasi trent’anni fa. Secondo la BMW il nuovo motore risparmia mediamente il 25% di benzina ed emette, conseguentemente, la stessa percentuale in meno di CO2 che, in termini assoluti, significa 11,4 km/litro e 204 g/km col manuale a sei marce oppure 12 km/l e 194 g/km con il cambio a doppia frizione a sette rapporti. Le prestazioni, però rimangono sensazionali: 250 km/h autolimitati (ma con un pacchetto ad hoc da 2.550 euro si può arrivare arriva a 280); 4”3 sullo 0-100 e 22”2 sul km da fermo (4”1 e 21”9 col doppia frizione). Rispetto al passato, inoltre, a parità di dotazioni, è stata risparmiata un’ottantina di kg e questo contribuisce a esaltare il carattere di M3 e M4. Anche sotto questo aspetto si può parlare cumulativamente delle due vetture, perché le regolazioni sono le stesse, le dimensioni sono simili (la M3 a quattro porte è solo più alta di 5 cm) e anche i pesi variano di poco, visto che con la coupé si risparmiano solo 23 kg. Tuttalpiù si può rilevare una dinamicità leggermente maggiore del retrotreno della M4, che aiuta a chiudere le traiettorie, dovuta probabilmente al diverso centraggio dei pesi, ma è una differenza che è emersa solo in pista, viso che nel corso della presentazione internazionale abbiamo provato le vetture anche sul circuito portoghese di Portimao. Per il resto possiamo parlare di motore inesauribile, di una curva di coppia piatta che mantiene il valore massimo di 550 Nm tra 1.850 e 5.500 giri e che tira fuori dalle curve come una grossa fionda anche se si usa una marcia troppo alta, un differenziale attivo sempre più efficace che sfrutta la potenza fino all’ultima stilla e un equilibrio invidiabile in tutte le situazioni.

BMW M3 e M4 primo test on track

In pista le reazioni e la precisione permettono di chiedere e ottenere il meglio fin dai primi giri e su strada ci si sente padroni del mondo e se non si ha una dose massiccia di autocontrollo si tende a sottovalutare la presenza delle altre auto. Al di là dei valori riportati dalla scheda tecnica, comunque, M3 ed M4 hanno guadagnato un’agilità e una maneggevolezza sconosciute ai modelli che vanno a sostituire. Abitabilità, sfruttabilità e capacità del bagagliaio rimangono quelle, onorevolissime, delle Serie 3 e 4 standard mentre, rispetto al passato, la caratterizzazione sportiva delle versioni M rispetto alle sorelle normali è più marcata e l’aspetto globale è meno sobrio, come richiedono i nuovi mercati che ormai dettano le regole del gioco. E veniamo ai prezzi che, coerentemente con tutto il resto, differiscono di poco: 76.750 euro per la M3 e 77.850 per la M4. Sono sempre dannatamente tanti ma rappresentano comunque l’offerta più conveniente del mercato per accedere a un tale livello prestazionale. Tra l’altro andrebbero virtualmente aumentati almeno dei 3.990 euro per il cambio a doppia frizione e, per i “track addicted”, dei 7.500 euro dei freni carboceramici. Le BMW M3 e M4 verranno lanciate ufficialmente in Europa il 21 giugno, quando partirà la 24 Ore del Nürburgring, dove le precedenti generazioni di M3 sono state spessissimo le auto da battere. Un ottimo auspicio.