Amsterdam - Olanda Citroën C4 Cactus, la nuova 2CV, primo test. Disponibile da settembre in tre versioni, Live, Feel e Shine, ecco la Cactus, una delle automobili più' attese e intriganti dell'anno che abbiamo testato a lungo sulle strade di Amsterdam. La produzione per l’Italia di questa vettura, lunga 4,16 metri, ha avuto inizio da un paio di mesi nello stabilimento di Villaverde, a Madrid, ma la Cactus, che per la sua originalità e la semplicità costruttiva e di utilizzo viene considerata la 2 CV del nuovo millennio, è già configurabile su www.citroen.it e ordinabile a un prezzo base che parte da 14.950 euro per l'allestimento base Live con il tre cilindri a benzina da 75 cv per arrivare al top di 21.750 per la Cactus Shine 1.6 diesel da 100 cv. Predisposto anche un sistema di vendita particolare denominato SimplyDrive: si versano subito 3.600 euro e, poi, mini rate da 199 euro mensili. Non disponibile per l'Italia l'innovativa formula FlexySDrive, attiva in Spagna, con il quale l'auto si paga in base soltanto ai km per corsi. Ci saranno due edizioni di lancio per personalizzarla, con le barre al tetto, i cerchi in lega, i fari fendinebbia e gli elementi grafici di carrozzeria tipici di Cactus. Disponibili per l'Italia due motori benzina con differenti livelli di potenza: il tre cilindri benzina VTi 1.2 da 75 cavalli, dal comportamento onesto ma offerto in un secondo momento anche nelle varianti da 82 cv e in quella più brillante da 110 che abbiamo testato apprezzandone il funzionamento rotondo e privo dei difettucci, anche acustici, che hanno i motori dal frazionamento dispari. Poi c'è il turbodiesel 1.6 nelle configurazioni di potenza da 90 cavalli e BlueHDi 100 cv, Euro 6 e abbinabili a cambio manuale a cinque rapporti o automatico. Gradevole nel suo design esterno che osserva le regole auree dei crossover compatti e da città, e contraddistinta dalla ormai nota soluzione degli Airbumps, le protezione in poliuretano termoplastico anti-crash sulle fiancate che, alla vista, diventano anche un motivo grafico ed estetico. La Cactus colpisce anche quando si sale a bordo: la posizione di guida è indovinata e comoda, i due display - quello touch da 7 pollici a centro plancia che sintetizza le informazioni di guida, del navigatore, dell'autoradio, e l'altro più piccolo dietro il volante che sostituisce la strumentazione - regalano quel tocco hi-tech che arricchisce un'auto nata nel segno della spartanitá. Le plastiche dei rivestimenti, economiche ma non cheap, sono piacevoli al tatto e alcune soluzioni come l'ampio cassettone davanti al passeggero (l'airbag è stato spostato sul tetto) o le maniglie interne a forma di cintura, aumentano la sensazione di trovarsi a bordo di una vettura sbarazzina e frizzante. E, aggiungiamo, strizzano l'occhio al pubblico femminile. Comoda la panchetta posteriore, una scelta per risparmiare peso e puntare sull'economia di esercizio. Spartani i vetri dietro che si aprono a compasso. Non enorme ma funzionale il vano bagagli la cui capacità è di 358 litri con la panchetta sollevata. Alla guida delle due versioni di Cactus a gasolio le attese non vengono tradite: confortevole, dotata di sospensioni molto cittadine e con un confort acustico buono anche quando si toccano i 120 all'ora, la Cactus convince maggiormente con il turbodiesel e-HDI da 100 cavalli, soprattutto se abbinato al cambio robotizzato. La cui leva del cambio è stata sostituita da tre soli pulsanti: avanti, indietro e folle. Un sistema nuovo che non richiede troppe attenzioni, tutte concentrate sul piacere di guida. Dotato di uno sprint soddisfacente anche in autostrada, questo diesel offre prestazioni buone e in linea con il tipo di vettura. Che ha nel mirino Nissan Juke, Fiat 500L e Renault Captur.  

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