La prima generazione della Smart era quasi un esperimento e, ufficialmente, è sempre stata in perdita. Con la seconda, mamma Mercedes ha aggiustato il tiro e i conti hanno trovato una loro quadratura. La terza fase, che nasce ora grazie anche a una partnership importante con Renault, promette molto bene. Il nuovo modello, che arriverà a novembre nelle concessionarie italiane, sarà disponibile da subito sia nella tradizionale versione biposto fortwo, sia nella rinata configurazione forfour a quattro posti. Che, a differenza del primo discutibile tentativo risalente al 2004, che di fatto era una Mitsubishi Colt “truccata”, questa volta è una vera Smart, col motore posteriore e tutto quel che serve per essere connotata come tale. Il design è fedele alla tradizione sia nell’uno che nell’altro caso, sia per quanto riguarda le linee, determinate dall’andamento della cellula “tridion” che abbraccia l’abitacolo, sia gli abbinamenti cromatici giocosi, con tanto di pannelli sintetici esterni sostituibili. C’è solo un frontale più massiccio, imposto dalle normative di sicurezza riguardanti i pedoni. Rispetto alla fortwo, che resta a 2,69 metri, la forfour è più lunga (3,49 metri e 2,49 metri di passo anziché 1,87) e, ovviamente, più sfruttabile (il bagagliaio va da 255 a 730 litri contro 260). E la maneggevolezza non ne risente più di tanto, visto che la Casa dichiara un diametro di sterzata tra i muri rispettivamente di 7,30 e 8,95 metri (quando la vecchia fortwo denunciava 8,75 metri). L’abitabilità anteriore è aumentata un po’, mentre sulla forfour chi siede dietro ha a disposizione uno spazio dignitosissimo, nonostante il motore posteriore, e un’accessibilità elevate grazie alle porte (con cristalli a compasso) che si aprono quasi ad angolo retto. Gli allestimenti interni continuano ad essere funzionali e spiritosi ma sembrano più consistenti e anche completi: ad esempio gli allestimenti più ricchi hanno anche il display in formato tablet tipo Mercedes. Ovviamente Stoccarda fornisce anche tutto ciò che riguarda i sistemi di ausilio alla guida, sicurezza, infotainment e connettività. Dalla Renault, che, di fatto, produce la forfour in Slovenia, a Novo Mesto, insieme con l’omologa Twingo, arrivano anche due dei tre tricilindrici a benzina che compongono la gamma d’esordio: aspirato da 60 CV e turbo da 90 CV, entrambi di 898 cc, mentre la Mercedes ha la paternità del 999 aspirato da 71 CV. La fortwo, invece, continua ad essere costruita nello stabilimento storico di Ambach, in Francia. Altra novità rispetto al passato è l’offerta di un vero cambio manuale a 5 marce, mentre l’automatico - a 6 rapporti – non è più il mai troppo amato robotizzato ma un doppia frizione che dovrebbe garantire una fluidità di marcia decisamente superiore. E un altro passo in avanti nella guidabilità rispetto al passato è la presenza di serie di una funzione dell’ESP che riduce la sensibilità al vento laterale. Le prossime evoluzioni ufficiali della gamma saranno la cabrio nel 2015, la sportiva Brabus con motore turbo da 109 CV a cavallo tra il 2015 e il 2016 e l’elettrica, su entrambe le carrozzerie, nel 2016. Sparisce definitivamente, invece, il diesel, che su questa categoria di vetture viene ormai ritenuto ufficialmente antieconomico a causa dei costi di adeguamento necessari per l’Euro 6 e non ci sarà neppure l’ibrida. I prezzi dettagliati ufficiali verranno comunicati più avanti e, per il momento, la Casa dichiara un  prezzo d’ingresso prossimo ai 12 mila euro per la fortwo e di 12.650 euro per la forfour, ma si tratta delle versioni col motore da 71 CV, perché il 60 CV (dedicato ai neopatentati) sarà disponibile solo dall’inizio del 2015, quindi l’entry level è destinato verosimilmente a scendere. In Italia gli allestimenti, comuni a fortwo e forfour, saranno cinque: youngster, sport edition 1, passion, prime e proxy.