Dusseldorf - Germania Macché, neanche stavolta avremo il piacere di avere tra noi una variante realmente sportiva della Yaris, che, secondo la Toyota, sarebbe poco richiesta e, quindi, antieconomica. Ma con il nuovo muso, l’allestimento Style e qualche optional scelto opportunamente tra quelli disponibili, sarà possibile avere un look aggressivo e stimolante. A tre anni dal lancio, il modello più importante per Toyota Europe è oggetto di interventi piuttosto importanti per compensare qualche manchevolezza che è via via emersa dal 2011 in poi. E per questo sono stati stanziati 85 milioni di euro, a testimonianza del fatto che non si tratta di un restyling di superficie. Il nuovo muso, che ripropone il motivo a “X” dei modelli di presentazione più recente e la grande “bocca” anteriore (a “nido d’ape” sulla Style), la allunga di 6 cm, mentre gli interni sono più attenti nei dettagli, la plancia ha linee leggermente differenti ed è rivestita da un materiale morbido molto piacevole e, a partire dal secondo livello di allestimento Active, c’è di serie un display touch da 7 pollici (prima erano 6”1) che si fa notare. I motori sono sostanzialmente gli stessi, sebbene il 1500 ibrido benzina da 100 cv e il 1000 da 69 cv siano stati aggiornati per ridurre consumi ed emissioni e hanno l’omologazione Euro 6, mentre il 1400 turbodiesel da cv CV e il 1300 da 99 cv rimangono Euro 5. Al contrario è stato fatto un lavoro consistente sull’assetto, con molle più morbide ma barra antirollio di maggior diametro al posteriore, diverse regolazioni per l’avantreno e una nuova logica di intervento del servosterzo elettrico finalizzata a migliorarne il feedback. I risultati sono una migliore guidabilità e un temperamento vivacizzato che rendono più gratificante la guida della Yaris sul misto ma anche in città. L’insonorizzazione è stata percettibilmente migliorata, anche se i benefici si apprezzano soprattutto sulle versioni con motorizzazione convenzionale, perché sull’Hybrid restano frequenti e “sonore” le fughe di giri del motore, causate dal cambio automatico a variazione continua non appena si esercita sull’acceleratore una pressione appena più elevata. Le prestazioni - invariate – rimangono piuttosto brillanti e in città si consuma davvero poco, a patto di non farsi prendere il piede. In Italia la versione ibrida è quasi arrivata a coprire il 40% degli ordini di Yaris, ma anche il “mille” a tre cilindri è destinato ad avere un buon seguito. Non è un fulmine, ma in città se la cava molto bene e fuori va un po’ in debito d’ossigeno solo quando si viaggia carichi. E poi è molto meglio silenziato rispetto a quello - identico -  che abbiamo provato alcune settimane fa sulla nuova Aygo. La Yaris III “bis” sarà in commercio da settembre con un listino ufficiale che parte da 13.050 euro nel caso della versione base 1.0 Cool 3 porte. Ma, come ormai è tradizione in Toyota e non solo, c’è l’offerta lancio dedicata a chi farà l’ordine entro ottobre. Chi ne approfitta potrà avere, ad esempio, la 1.0 Active 5 porte a 11.750 euro invece di 14.550 e la Hybrid  Cool a 15.450 anziché 17.650.

Toyota Yaris, restyling da 85 milioni di euro, primo test, la foto gallery

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