Nel caso di qualsiasi altra vettura, il fatto che sia disponibile o meno il cambio automatico è una notizia di marginale importanza, che consente comunque di dormire piuttosto tranquillamente. Ma se parliamo di Smart, allora la questione si fa un po’ più complessa. È dal 1998 che la “smartina” è solo ed unicamente automatica. In tanti l’hanno scelta solo per quel motivo e addirittura hanno imparato a guidare in quel modo ignorando l’esistenza del cambio meccanico. Poi arriva la terza generazione di Smart, fatta in collaborazione con Renault e dunque dotata di cambio meccanico. Una piacevole sorpresa per alcuni, ma uno shock per gli abitué. Tant’è che le vendite, inizialmente, stentavano a decollare proprio per l’assenza dell’automatico. Ma ora è tornata la Smart con due pedali soltanto. Si chiama Twinamic e monta una moderna trasmissione doppia frizione a sei rapporti prodotta dalla tedesca Getrag. Al momento è disponibile soltanto in abbinamento con il motore aspirato da 71 cavalli e l’esborso aggiuntivo è pari a 1.450 euro rispetto al cambio meccanico. Una cifra non proprio contenuta, se si pensa che equivale circa al 10% del valore vettura. Ma se siete degli irriducibili della Smart automatica, quei soldi li vale tutti. Il tempo che passava fra una cambiata e l’altra con il vecchio robotizzato, durante il quale era possibile truccarsi o accendersi una sigaretta, è soltanto un brutto ricordo. Il Twinamic infila marce a raffica senza colpo ferire, com’è tipico dei doppia frizione, anche nella modalità più tranquilla Eco. In fase di scalata, invece, la reattività non è molto soddisfacente e per evitare di avere vuoti di potenza in ripresa è meglio spingere il tasto in plancia e attivare la modalità Sport, che rende le cambiate un po’ più veloci.

Smart Twinamic, test del cambio doppia frizione