Oxfordshire, Gran Bretagna - Dopo la Clubman, ormai diventata una station wagon quasi di dimensioni standard, la chiamata verso una più sentita attenzione alla praticità di utilizzo familiare arriva anche per la best-seller Countryman.

Che dunque abbraccia l’”extra large” crescendo sensibilmente nelle dimensioni, e non di poco: 20 centimetri in più nell’ingombro longitudinale, 4 in più in larghezza. Lunga ormai 4,30 metri, la Suv Mini cambia nel look: resta immediatamente individuabile, come in precedenza, ma tra mancorrenti sul tetto e maggior presenza, il look ha perso un po’ di tono dinamico lasciando spazio ad una maturità più “paciosa”.

All’interno, i centimetri in più invece non guastano. Davanti, l’accoglienza è rialzata il giusto e contraddistinta da poltrone piacevolmente distanziate, anche se ancora leggermente più compatte – a sensazione – nelle dimensioni di schienale e piano seduta. Finiture e materiali sono di qualità e sono tutti presenti i classici stilemi retrò della tradizione Mini, incluso il grande elemento rotondo a centro plancia con impianto multimediale di qualità.

Dietro, è apprezzabile l’accresciuta libertà di movimento per le gambe, che combinata al divano scorrevole longitudinalmente (come in precedenza) per 13 cm, permette una più versatile configurazione degli spazi. Convince, finalmente, anche il vano di carico, maggiorato di circa 100 litri per offrire (vano sotto il ripiano incluso) fino a 450 litri di cubatura con cinque persone. A richiesta il simpatico optional “picnic bench”, pratico cuscino a scomparsa sul quale sedersi a bagagliaio aperto.

Per il test su strada è disponibile solo il 2.0 Turbo benzina da 193 cv della Cooper S (qui il listino e la scheda tecnica), combinato a cambio automatico a otto rapporti e trazione integrale ALL4 a inserimento automatico. Si parte da un assetto piuttosto “solido”, come ci aspetta dalla Countryman top di gamma in attesa della speciale John Cooper Works da 231 cv, che tuttavia tranne che su qualche sconnessione improvvisa, non risulta troppo rigido per l’uso quotidiano. Il rollio resta ridotto, la sensazione di guida diretta e piuttosto maneggevole nonostante una mole maggiore di circa un quintale.

Il motore conferma elasticità e piacevolezza a tutto campo, senza però picchi di spinta: manca forse un po’ di carattere, ma garantisce un buon dinamismo (0-100 km/h in 7”2, punta massima di 222 km orari) combinato agli otto rapporti automatici rapidi e fluidi. Tanto più selezionando le modalità di funzionamento Mid e Sport, nelle quali cresce anche il rombo del motore… ma solo artificialmente, attraverso le casse dell’impianto hi-fi.

Il confort di marcia è invece giusto piacevole, perché fruscii aerodinamici e rombo di rotolamento dei pneumatici si fanno distintamente sentire già a partire da 120 km/h. La nuova Countryman è in distribuzione dal 18 febbraio con numerose motorizzazioni e prezzi a partire da 27.450 euro, in attesa della Hybrid plug-in che arriverà un po’ più avanti.

MINI COUNTRYMAN LA GAMMA E IL LISTINO PREZZI