Per quanto possa sembrare scontato nella storia di un modello, il restyling segna ufficialmente l'inizio della seconda metà di “stagione”. Una ventata di novità che questa volta hanno coinvolto Porsche Macan. Il Suv compatto di Zuffenhasuen non si presenta semplicemente con i connotati rimaneggiati, ma mette sul piatto una serie di peculiarità che dovrebbero rendere più completa (e appetibile) la vettura tedesca.

Chiaro che se si parla di restyling il primo passaggio di cui tenere conto è l'aspetto estetico. Il SUV ha mantenuto sostanzialmente le medesime proporzioni della versione in uscita, giocando sui dettagli. Premesso che per quanto ci siano differenze con il passato non sono “giustamente” così marcate. Di serie i fari sono provvisti di tecnologia Porsche Dynamic Light System (PDLS), mentre la mascherina frontale riprende la tinta della carrozzeria. Il lato B annovera un diffusore più pronunciato, ma la tipicità dei gruppi ottici lungo l'intero perimetro del posteriore è rimasta la stessa di sempre.

Deve fare i conti con il passato

Se esternamente il nuovo che avanza potrebbe sembra ridotto ai minimi termini, internamente il nuovo che avanza è leggermente più ricco di spunti. Spazi e volumi sono gli stessi e per quanto la scenografia possa apparire similare a quella precedente, ci sono alcuni elementi che siglano delle differenze nette. Il quadro strumenti è rimasto pressoché lo stesso. Mentre il volante riprende nelle forme il modello che presenzia su Taycan e su 911. La leva del cambio è stata poi accorciata di 15 mm.

Al centro della plancia troneggia il display touch full HD da 10,9 pollici, che di fatto apre le porte al Porsche Communication Management (PCM). Il sistema non si è evoluto come su Porsche Cayenne GT Turbo e su Taycan, rimanendo fedele al formato precedente (e quindi siamo ancora orfani di Android Auto). C'è però una valida risposta che giustifica questa scelta. Nel giro di un paio di anni debutterà la nuova generazione di Macan 100% elettrica costruita, su di una nuova piattaforma dedicata. L'attuale pianale multimediale di Macan non consente di ospitare il nuovo PCM. Riprogettare il sistema non avrebbe avuto senso, trattandosi di una vettura che nel giro di pochi anni non avrà più un seguito.

Quanto invece alle novità, si segnala il fatto che i tasti fisici sulla consolle centrale abbiano lasciato posto a quelli touch. Esattamente come avviene sulle Porsche di ultima generazione. Una scelta che rende l'insieme pulito, anche se il numero di icone presenti potrebbe indurre in distrazione. Meglio manovrare la consolle a vettura rigorosamente ferma.

Si punta sulla sostanza

Passando alla gamma motori della ristilizzata Porsche Macan, è doveroso parlare di aggiornamenti piuttosto che di novità. Dal modello denominato semplicemente Macan, a quello S, sino ad arrivare alla più sportiva GTS, ogni versione ha subito un considerevole aumento di potenza. Il quattro cilindri sovralimentato di Macan tocca quota 265 cavalli. La coppia sale di 30 Nm e arriva a 400 Newton metri. Secondo quanto dichiarato dalla casa tedesca, tale unità è stata radicalmente modificata. Tanto che è stata incrementata la pressione di alimentazione del carburante e sono state apportate delle variazioni al sistema di distribuzione. In questa configurazione il Suv Porsche accelera da 0 a 100 km/h in 6,4 secondi o 6,2 secondi con il pacchetto Sport Chrono, e raggiunge una velocità massima di 232 km/h.

Il secondo step, ovvero la Macan S, abbandona il precedente 3 litri V6 e passa al 2,9 sempre con architettura V6. Entrambi i propulsori sono frutto dell'esperienza del Gruppo Volkswagen e rientrano all'interno della famiglia EA839. Solo che il 2,9 litri ha il vantaggio di essere biturbo. Così la Macan S si presenta ai nastri di partenza con 380 CV (+26 in confronto al passato) e 520 Nm di coppia motrice (+40 Nm). Ovvero con gli stessi valori che un tempo distinguevano la GTS.

Ecco perché la “nuova” S passa da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi o in 4,6 secondi con il pacchetto Sport Chrono e la velocità massima spunta quota 259 km/h.

A chiudere il cerchio la GTS che, pur conservando il 2,9 V6 di cui sopra, passa alla soglia dei 440 CV e 550 Nm. Un quadro in grado di assicurare, stando ai dati dichiarati, un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi (4,3 con il consueto pacchetto Sport Chrono) e una velocità massima di 272 km/h. Tale versione è l'unica a disporre di serie delle sospensioni pneumatiche (altrimenti disponibili come optional). La trazione integrale è ovviamente di serie su ogni modello, così come il cambio doppia frizione a sette rapporti PDK.

Passista brillante

Su strada il comfort di marcia la fa da padrone, soprattutto se vi dotate di sospensioni pneumatiche (di serie sul modello GTS). Lo sterzo preciso e diretto asseconda un corpo vettura sempre composto, che esalta nella guida brillante, meno in quella più sportiva e azzardata. La vettura copia con disinvoltura il manto stradale, filtrando adeguatamente gli “scossoni” più percettibili. Il PDK non poteva che essere una conferma. Deciso quando si gioca ai piloti manovrando le palette, fluido e “sommesso” nel modo automatico. Il comfort si misura anche dalla silenziosità dell'abitacolo. Certamente un punto a favore, ma qualcuno potrebbe lamentare il fatto che la mancanza di sound non gratifica chi siede al volante.

L'aumento di cavalleria è tangibile e ora la GTS spinge in modo adeguato al rango. Il quatto cilindri è piatto e lineare, e forse non è la motorizzazione adatta a Macan. Che per quanto possa essere un Suv, rimane pur sempre una Porsche. L'auto è già ordinabile presso la rete con prezzi a partire da 66.293 euro per Macan, da 75.403 per la versione S e da 92.431 per la GTS.