È il momento più complesso, dopo quella successivo allo stop obbligato. Quando cioè non vedi l’ora di uscire da casa, rimettere in moto tutto il meccanismo, senti che ci sono quasi le condizioni per farlo ma ancora non puoi.

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Pensare positivo

Bruno Mattucci, Presidente e ad di Nissan Italia pensa positivo: "Adesso non si può mollare, perchè si deve ripartire e dobbiamo farci trovare pronti. Abbiamo superato l’impatto iniziale quando tra informazioni contrastanti nessuno ci diceva cosa era giusto fare. E adesso ci troviamo con la prospettiva inversa, quella della riapertura, ma sempre nell’incertezza. Nel frattempo ci siamo attrezzati, come tutti: abbiamo fronteggiato la situazione privilegiando la salute e la salvaguardia delle persone, prima i dipendenti e la rete. In casa nostra, implementando le misure di distanza sociale tra i nostri lavoratori e agevolando lo smart working per garantire la continuità delle attività necessarie, oltre ai dispositivi di sicurezza per gli operatori del post vendita. Sul piano economico, è notevole lo sforzo avviato per sostenere la forza vendite e i concessionari, mettendo in essere forme finanziarie e dilazioni di pagamento a sostegno dei nostri imprenditori per ridurre al minimo l’impatto economico per fare in modo che la ripresa avvenga in modo sostenibile".

Al servizio dei clienti e della solidarietà

L’obiettivo finale era quello di creare una rete di protezione per i clienti: "Abbiamo voluto assicurare un servizio di emergenza per le riparazioni di veicoli presso le officine Nissan, comprensivo di assistenza stradale, con veicolo in sicurezza e cliente supportato fino al domicilio, anche senza rinnovo della relativa copertura (estensione gratuita del servizio in caso di scadenza prevista tra marzo e luglio 2020). Inoltre, è prevista la proroga per scadenze di tagliandi e interventi in garanzia. Tutti servizi che diventano gratuiti nel caso si tratti di clienti Nissan impegnati nella tutela di sicurezza e salute e senza dimenticare le 240 vetture in comodato d’uso gratuito che abbiamo messo a disposizione della Protezione Civile".

In attesa di aiuti

Adesso tocca a voi essere tutelati: cosa si aspetta dal Governo? "Sposo per intero le scelte fatte come UNRAE, con la richiesta di tre miliardi in due anni, tra incentivi e defiscalizzazione. Ci troviamo di fronte ad una situazione drammatica per il settore, come dimostrano i dati di marzo con il  calo di vendite dell’85%, che ad aprile andranno ancora peggio. L’aiuto mi sembra doveroso a sostegno di un settore che contribuisce al 10% del PIL. Serve un intervento organico: dalla tutela dell’occupazione di tutta la filiera, a misure di sostegno finanziario per proteggere la liquidità dei concessionari, fino agli incentivi di cui si parlava. Questo settore ha dato un forte contributo all’economia del Paese negli ultimi decenni affrontando in maniera autonoma difficoltà epocali. Ora si dovrebbe favorire il lavoro perché le vetture saranno al centro della mobilità del Paese nel prossimo futuro. E senza un ausilio all’acquisto le famiglie non potranno accedere ai finanziamenti poiché già in difficoltà o indebitate. Così si penalizzerebbero le casse dello Stato". Appunto.

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