Tanti segnali, alrettante parole ma nessuna certezza. Almeno fino ai primi giorni di maggio e chissà fino a quando. Michele Crisci, presidente UNRAE, l’associazione che rappruppale case estere, cioè il 75-76% degli operatori sul mercato italiano, non si scompone nemmeno in questa attesa senza fine dei provvedimenti del Governo per arginare l’emergenza Covid-19.

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“Dai vari interventi televisi arrivano messaggi trasversali di interesse e riconoscimento per la filiera che rappresentiamo e i problemi che dobbiamo affrontare. Ma di fatti concreti ancora niente. E, se non ho capito male le intenzioni del Governo, temo che bisognerà aspettare ancora un po’ per avere una risposta in merito alle nostre richieste. Insieme al Turismo e a pochi altri comparti produttivi del Paese, rappresentiamo il nodo centrale dell’economia...”.

Aiutare il settore
In questi grafici si evidenzia, secondo UNRAE, come cambierebbe il mercato se il governo accettasse le sue proposte.

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La sensazione è che vi stiate già attrezzando per valutare un’alternativa, di fronte al prolungato silenzio dello Stato.

“Ancora non siamo arrivati a quel punto. Dico solo che i singoli Paesi europei si stanno comportando in una certa maniera con i rispettivi settori dell’automobile e c’è un interessante studio dell’UE che dimostra che siamo dietro solo a Germania e Francia quanto a gettito fiscale...”.

I rapporti tra UNRAE e FCA, come sono? La posizione del costruttore nazionale pesa in questa vicenda?

“Ci sentiamo, abbiamo buone relazioni. Loro non hanno una posizione associativa, non compaiono nelle nostre richieste. Ma hanno gli stessi problemi. Hanno appena riavviato la produzione in alcuni stabilimenti, e come presidente di Volvo ne sono felice perche? certe aziende sono nostre fornitrici. Sulla materia non si sbilanciano, ma non si oppongono, non sono contrari. Anche perchè non ne avrebbero interesse. Ripeto, il problema è comune”.

Delle proposte che avete fatto, cosa si aspetta possa passare e cosa no?

“Direi che sarei meravigliato non avere l’ok per l’estensione degli incentivi per la fascia fino a 95 g/km di emissioni di CO2. Come conto molto sulla rottamazione. Sarebbe assurdo non farla in questo momento. Per quanto riguarda la defiscalizzazione delle auto aziendali, sarebbe una scelta logica ma temo abbia un peso economico troppo rilevante in questo momento”.

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Quanto incide su tutto questo l’ideologia negativa nei confronti dell’auto da parte di uno dei partiti di Governo?

“Non mi pare di aver recepito un blocco di alcun genere nei confronti della rottamazione. Penso che alla fine tutto dipenderà da quante risorse saranno disposti ad investire per rilanciare il mercato. Servono incentivi corposi, perchè la situazione è drammatica e lo dico con tutto il riuspetto di quello che è successo”.

E se davvero non arrivasse nulla?

“Può succedere di tutto in una situazione del genere. Ma avremo altre occasioni, anche se sarebbe opportuno intervenire adesso che non ci sono vincoli economici. Altrimenti ripasseremo a settembre quando si discuterà la legge di bilancio”.

Se ci sarà ancora qualcuno in piedi.